lunedì 31 dicembre 2012

Eager To Joy

on air: "Between The Bars", Chris Garneau    



Ero solito negli anni scorsi, accedere a queste pagine e rendermi conto di quello che mi era successo nell'anno che stava per finire. Talvolta avrei scritto anche i propositi per il nuovo anno. Non spesso sono tornato a controllare se si fossero attuati.
Quest'anno ha segnato molte tappe importanti, tra le quali c'è la consapevolezza di voler riacquistare alcune parti di me che ho perso per strada. Una di queste è quella capacità che avevo di fermarmi a pensare. Quella che mi portava a scrivere qui, il bisogno incessante di fermare il turbinio di pensieri (che forse voi chiamereste seghe mentali, ma che a me piace chiamare così), che continuamente mareggiava all'interno del mio cranio in onde multicolori e morbide.
Per questo motivo oggi sono qui, per salutare questi 365 giorni in cui sono cominciato ad essere una nuova persona e ricominciato ad essere me stesso. Una sorta di anno di sintesi (ancora non conclusa), che ha seguito anni di antitesi spossanti.
Sto tornando ad essere me stesso, ma con una consapevolezza maggiore. Ho riacquistato i miei sogni, ma stavolta li sto seguendo. Ho bisogno amare, ma sto anche imparando ad amare me stesso. Ho bisogno di amici, e sto imparando ad esserlo. Ho bisogno di amici, ma ho imparato a distinguere. Ho bisogno di rispetto, e quest'anno ho cominciato a esigerlo. Ho bisogno di scrivere, e mi sono messo al piano tutti i giorni per farlo. Ho bisogno di farmi sentire, e sono uscito. Ho bisogno di novità, ma stavolta sono andato a cercarle. Ho bisogno di essere me stesso, e ho cominciato a esserlo con chiunque.
Ci sono stati tanti colori, tanti tagli, tanti ritorni, tante dipartite, tanti luoghi diverse, tanta musica, tante persone nuove, tante persone vecchie, tante belle persone, tante sfide da superare, tante lingue diverse, il mare, la neve, la pioggia, tanto sole.

Prometto che il prossimo anno combatterò di più, studierò di più, starò per più tempo sveglio con gli occhi chiusi, parlerò di più, sarò più coraggioso, sarò meno pigro, supererò la mia estensione, sarò ancor più creativo, mi impegnerò per attuare le mie idee più di quanto faccia ora, mi ascolterò di più e di meno.
Che poi Paolo Fox dice anche che ho anche Giove nel segno.
Sarà fantastico.

:)

Buon anno a voi, che tutti i vostri propositi si avverino!


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giovedì 15 novembre 2012

Unwritten Letters (1)

(Torno qui)



















Avevo voglia di scrivere una lettera, per la persona di cui ho parlato tanto anche in queste pagine. Lui che per primo mi ha fatto piangere. Che per primo mi ha fatto sorridere sentendo la pancia esplodere. Lui che mi ha fatto piangere e sorridere nello stesso momento, che è una delle cose più belle che abbia mai vissuto.
Volevo scrivergli una lettera, ma credo che non  lo farò, perché forse lui non vorrebbe riceverla.

Ero al pianoforte, oggi, ho suonato qualche nota, e ho cominciato a scrivere.
Ho scritto tante canzoni su di lui, in passato. Peccato che quando eravamo felici insieme ero troppo occupato a sorridere e non avevo tempo per mettere sul pentagramma tutto lo spettro di emozioni lucenti che mi faceva nascere dentro. Ho cominciato ad averne il bisogno quando le cose sono cominciate ad andare male, quando i sorrisi erano pochi e le lacrime invadenti, le urla frequenti. Perciò quello che ne è uscito fuori era rabbia, rimpianti, paura, voglia di cambiare.
Oggi, però, ho capito che era arrivata l'ora di dire che in me c'è tutto il bene che mi ha dato. Tutti i bei ricordi che ci siamo donati. Il primo bacio, quella notte in spiaggia, il tombino di Parigi, le notti insieme, le passeggiate sull'erba, la nostra musica, la nostra pelle... E' rimasto tutto qui, ed ora è spoglio da tutte le scorie che il dolore ci aveva depositato sopra. Quello che merita è una canzone che parli della bellezza che aveva dentro, e di quella che mi ha dato. Ho iniziato a cantare note dolci, immaginandolo vicino, e chissà quanto in realtà è lontano da dove sono io. Ho suonato dolcemente il piano e ho scritto parole che lui forse potrebbe riconoscere. Ho ricordato quello che eravamo, ho cercato di cantarlo, e ancora non ho finito.

Nel frattempo la mia vita è andata avanti e sto diventando una persona diversa, sto camminando verso i miei obiettivi. Chissà cosa sta succedendo a lui e cosa sta inseguendo.
Spero solo che un giorno possa ascoltare le note che ho da dirgli e si riconoscerà. Spero in un suo sorriso, lo merita per quello che ha donato a me.

On est toujours dans la même histoire


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