mercoledì 19 gennaio 2011

Bagno

on air: "svefn-g-englar" Sigur Rós


Sono per terra, nel mio bagno. Ho appena fatto la doccia e mi sto asciugando i capelli. E' una delle sensazioni più belle al mondo. Raccolto nel mio asciugamano, protetto dal suo tessuto arancione e morbido, sposto il getto del fon dai capelli alla pelle, e sento le gocce d'acqua evaporare a poco a poco. Le vedo scivolare verso il basso, fino ai piedi, dove, sempre più piccole, muoiono sotto l'aria calda.
I miei capelli sono asciutti ormai, ma oggi voglio rimanere un po' qui, a scaldarmi. Magari potessi rimanere sempre qui fra queste mattonelle verdi, protetto, al caldo, morbido, umido. Di fuori, non esiste nulla per me, solo il ricordo dell'odore del fumo delle castagne bruciate che mi ha svegliato stamattina. Vorrei stare qui, tutta la vita, con questo computer sotto le mani per comunicare con un mondo che spesso vorrei non dover affrontare, a sentire la voce di Jay e quella di Alanis che mi cullano in questa esistenza onirica che sarebbe perfetta. Mancherebbe solo un pianoforte, ma qui non c'entra.

6 commenti:

Prescia ha detto...

wow!

Leti ha detto...

Vorrei stare qui, tutta la vita, con questo computer sotto le mani per comunicare con un mondo che spesso vorrei non dover affrontare.


Grazie per questo pensiero.

Vince Symo ha detto...

Io a volte faccio qualcosa di molto simile: anche a me piace rimanere un po' in più in bagno (con la voglia di restare lì) coccolato dal getto del phon... ;)

Sarebbe un po', come direbbe Alanis: "Utopia... this is my utopia...
This is my ideal, my end in sight...
[...] My nirvana, my ultimate... " :)

P.S.: Mi sono intrufolato qui dal blog di Bert... ma non glielo diciamo... sennò dice che gli rubo tutti i "followers"... :P
Complimenti per il blog! ;)

Bert ha detto...

capita spesso anche a me... in questo momento vorrei rimanere per un po' così

Mauro N. Battaglia ha detto...

avendo capelli (ahahahahahah...) corti e strambi la sensazione del phon c'è l'ho sulla pelle, quando sotto il flusso di acqua prima allontano solitudini, vigliaccherie e tristezze e poi, mi asciugo all'aria calda, cercando, se fossero rimasti residui, di spazzare via sullo strato superficiale delle pelle le insignificanti ma insistenti paure. io in questi giorni e anche adesse mi lascio che si ala voce di adele a cullarmi e il pianoforte lo sento nelle cuffie e mi appacifica un pochino.
ciao

Bert ha detto...

lo so che potrei risultare un po' monotono, ma questo era proprio in tema, non potevo non rifarlo:
http://bertlandia.blogspot.com/2011/01/premii.html
giuro che smetto (prima o poi)