mercoledì 20 ottobre 2010

Quello Che Sento

on air: "Another Lonely Day" Ben Harper

Una canzone sconosciuta.
Chissà se l'hai mai sentita tu.
Lei me l'ha suggerita, doveva essere la mia canzone di ieri. E invece eccomi qui, ad ascoltarla stasera. Un'altra giornata di solitudine.
Io nella mia stanza, a cercar di mettere un po' a posto i pezzi sparsi sul pavimento. Nuovi tessuti e vecchi cumuli di polvere. Una lettera verde fra pagine nuove, piene di rabbia.
Ricordi, quella lettera verde?
Cosa ne è di tutto quello? Mi dicevi grazie per ciò che ti avevo dato, e ancora era nulla.
Ora, solo uno sguardo e un sorriso labile.
E cosa sono quegli occhi rossi, umidi? E' il cloro della piscina o sono lacrime pronte a calar giù?
Cosa ne è di quelle pagine di carta riciclata bagnate dalle lacrime? E di quella canzone che, ieri, ho deciso mi ricorderà anche altre cose. Non solo un'estate notturna e una rinascita.
Il tempo cuce gli strappi, asciuga le lacrime, sbiadisce i sorrisi e trasforma il passato in un informe massa omogenea. Chissà come mi ricorderò in questo momento.
Le persone ci sfuggono da sotto il braccio e si allontanano e magari nemmeno ce ne accorgiamo.
Altre si dimenano con forza per uscire dalla nostra presa e ci fanno cadere facendolo.
Altre le incontriamo e ne teniamo la mano per poco tempo, vanno via, tornano. Non importa. L'importante è che in quel momento la presa sia ben salda.
E io?
Cosa succede a me, quando tutto intorno cambia? Forse nulla. Cresciamo, sì. Miglioriamo forse. Diventiamo più forti, meno illusi, più solidi, meno sensibili.

it wouldn't have worked out any way
and now it's just another lonely day
further along we just may

but for now it's just another lonely day

C'è qualcosa di strano nei tuoi occhi, nelle tue parole, che io non riesco a comprendere. C'è qualcosa che non torna. Io non ci sono più ormai.
Forse non sono nemmeno qui.
Chissà dove mi trovo realmente. Forse sono negli occhi di chi mi guarda, forse nelle parole che scrivo, forse nel dolore che procuro, forse nelle note che ascolto.
Mi manca un pezzo per far tornare i conti, e non è qui. Una variabile indeterminata (molto variabile).
Lacrime e sorrisi arbitrariamente concessi. Richiami e concessioni, ritorsioni e fughe.
Cosa c'è che non va? Cosa ne è di quel me con la lettera maiuscola? Cosa ne è di quella P, di quel pomeriggio di settembre, del mare? Cosa ne è di quelle pagine lasciate vuote? Ci sarà qualche lettera in più, lì, ora? Chissà se esistono più.
Esisterebbero, se fossi io a custodirle.
Talvolta fantasticammo sulla trasgressione, la fuga, la novità, le risate estreme, le gallerie buie. Ma cos'è importante nella vita? Sono importante io? Tu? Il cielo? Le note? I colori? I sorrisi (I miei o degli altri?)?
Dal dolore nasce il cambiamento, ed eccomi.
Dalla felicità apparente stasi. Serenità eppure.
Cosa voglio io da tutto questo?
Mi sembra di essere sempre allo stesso punto, giro in cerchio, mi allontano, cambio strada. Ma ecco, di nuovo torno qui. Chissà se riuscirò mai ad abbandonare queste lande.
Forse no. Forse non c'è mai riuscito nessuno. O forse sono diverso dagli altri, forse tutti ci riescono. Forse io non voglio. Forse io non posso. Forse non devo.
Forse dovrei farmi bastare questo. Un sentimento vivo in me, che mi fa sentire vivo. Poco importa ciò che c'è intorno. Importa ciò che c'è dentro, perché forse, in fondo, la realtà è la mia. E i miei sentimenti sono belli. Che mi riducano a brandelli, mi ricordino il sorriso dandomi lacrime, o mi facciano sorridere di speranza, poco importa. Vivere è assaporare tutto questo. Nutrirsi di ciò che proviamo.
E questo sentimento che vive ora in me è bello in sé.
Poco importa se non saprai mai che è esistito. Poco importa se lo getterai a terra. Poco importa se non lo capirai. Poco importa se lo rinnegherai.
Quello che importa è che lo sto vivendo, ora. E già questo mi piace.
Mando un pensiero, e chissà se arriverà. Chissà che ne sarà di lui durante il tragitto.
Io ci sono, qui. Ecco. Ecco cosa sono. Sono quello che ho dentro. Sono qui dentro. Sono quello che sento.
Non c'è una ragione per non provarlo.

further along we just may
but for now it's just another lonely day.


2 commenti:

Saim ha detto...

L'hai detto tu stesso,non c'è una ragione per non provare ciò che provi! Le emozioni di qualsiasi natura esse siano ci rendono vivi.Sono l'essenza della vita.Ama,Piangi,Sorridi,Ridi,Urla,Canta! Fai tutto quello che viene da dentro e sarà Bene! Ora forse sei triste e tanta amarezza c'è dentro te, ancora una volta,come "ieri".Purtroppo non basta mettere i ricordi in una scatola per dimenticare che esistono.Non basta evitare sguardi,parole per far si che non facciano male. Ma nonostante questo ce la farai,ce la faremo. La vita va vissuta cosi come viene,cosi come la sentiamo dentro.
Un abbraccio (:
(bella questa mia novità)

Asha Sysley ha detto...

Doveva essere la mia Canzone di Ieri. E l'ho scritta anche io Oggi. E mi gira dentro lo Stomaco. E sto cambiando e non mi piace. Ho perso la Spontaneità, il Sorriso fragoroso e la voglia di Saltare. E sono così maledettamente Reale. Come Lui mi ha plasmata, perchè tutto quello che prima ero ... era Troppo. Troppo per i suoi sentimenti, troppo per il suo Essere, troppo perchè è stato abituato a non essere amato, troppo perchè nessuno si è curato di lui, troppo ... e invece di salire, di prendere tutto quello che c'è, di non risparmiarsi ... mi ha fatto scendere. E ora sono dentro il vestito di un'altra, sono come tutte le altre. E sono migliore, migliore perchè per lui gestibile e conosciuta. Peggiore perchè sono così stretta, soffoco ... Lentamente soffoco. E continuo a sorridere in questo giorno dove c'è il Sole e lui sorriderà, dove dentro di me è tempesta che sbatte sulle pareti dell'Anima. Perchè non si può circondare il Vento ed è meraviglioso sentirlo sulla pelle, gelido, caldo, umido. E non si può chiedere al Sole di non illuminare e non scaldare. E alla pioggia di non bagnare ... Ma io ... ho reso tutto questo possibile. Illusionista di altri tempi.