domenica 18 aprile 2010

Lacrime

(Un binario che chissà dove porta)

















Sgorgano di nuovo dagli occhi, ed era tanto che si appostavano qui dietro, proprio sotto le palpebre, spingendo i nervi ottici a spasmi saltuari per contenere il liquido del dolore.
Cominciano a fluire lentamente mentre pronuncio le parole che da molto tempo si nascondevano in dolorosi pensieri non completamente formulati, così ben nascoste in emozioni transgeniche e in paure trasferite.
Scendono, mentre mi rendo conto del senso unico del mio sguardo. Scendono mentre dico ti voglio bene e non ottengo risposta. Scendono perché amo ricevendo letterali pugni nella pancia.
Scendono perché se ho sbagliato è stato solo cercando di fare del mio meglio. Se ho sbagliato è perché ho amato troppo. Ho sbagliato per uno pseudoaltruismo calcolato male. E continuano a scendere.
Scendono perché mi accorgo che chi ha ferito e pugnalato alle spalle alla fine non ha quel che merita. Anzi. Chi ha ucciso, tradito, usato non ha dimostrato che la sua superiorità. E' la legge del più forte. E' la legge del più stronzo.
E ovviamente non sono io.
Né forte, né stronzo.
Continuano a scendere perché chi ha vinto ride. Chi ha vinto mostra i denti. Chi ha vinto non sa niente. Chi ha vinto è preso in giro dal mondo. Chi ha vinto non si guarda alle spalle. Chi ha vinto spesso finge. Chi ha vinto crede di sapere, ma non sa niente. Quando aprirà le orecchie succederà qualcosa di inaspettato. Quando aprirà gli occhi sarà troppo tardi, e vedrà il mio pugno che si avvicina.
E continuano a scendere mentre parlo, e continuano quando la frase sta per terminare. Continuano a scendere quando non ricevo risposta. Continuano a scendere, quando ascolto. Ed è peggio di prima, perché ciò che mi viene detto non mostra alcun segno di pietà. E' peggio di prima, perché la freddezza che sento e che avverto è la punta di un iceberg massiccio. Finalmente smettono di scendere, perché il mio sistema di autodifesa rientra in funzione.
Forse se fosse più spesso fuori uso riuscirei a far capire meglio le mie emozioni. Forse se piangessi un po' di più dimostrerei l'amore che ho dentro, si vedrebbe il dolore che ho dentro. Forse se piangessi un po' di più capirei cosa si prova.
Forse se non cercassi di arginarle riuscirei a liberarmi completamente, forse tutto questo dolore andrebbe via. Forse non mi importerebbe più nulla. Forse riuscirei a voltare lo sguardo verso l'alto, spostare la frangetta e guardare meglio questo cielo un po' nuvoloso ma così lucido.
Ma così sono. E solo nei momenti in cui tocco il fondo riesco ad esplodere in questo modo. Nel resto del tempo, anche se sto male, anche se non respiro, sembro sempre equilibrato, sembro solido, capace. Non è così. Non è dalle lacrime che dimostro il mio malessere. Quando arrivano è proprio il momento in cui mi sembra che non ci sia via d'uscita. O è quando capisco che ho sbagliato tutto. O quando mi sento completamente perduto. Maltrattato. Bastonato. Sanguinante.

on air: silenzio.

5 commenti:

ashasysley ha detto...

E scendono mentre ti leggo. Perchè sono sono nè forte nè stronza e l'altra persona dall'altra parte del mondo starà vivendo la sua vita sorridendo, amando, parlando, serenamente la sua vita. E io sono qui a scrivere, a non dormire la notte, a vagare per questa casa che è divenuta oramai solo 4 mura senza alcun senso. E vorrei evadere da tutto questo. Mettermi uno zaino in spalla e prendermi un mese per girare. Andrei a trovare tutte le persone che ho amato, chi mi ha fatto male, a chi ho fatto male, chi mi è ancora nel cuore, chi non sa di esserlo. Ma mi basterebbe poco tempo. Perchè sono poche le persone che sono questo per me. Ma sono sparse per il mondo e questo complicherebbe tutto. Poi tornerei. E mi siderei davanti al camino acceso con un buon vino, lo lascerei scorrere e danzare sulle mie labbra. Finchè non mi darà la forza di salutare anche me stessa e andarmene. E' un pensiero che batte dentro di me ora. Liberarmi da me stessa.

Demian ha detto...

@asha: in questi momenti sembra tutto perduto. ma non perdere te stessa, perché finché ci sei puoi cercare una strada, che, anche se a volte non sembra, sono sicuro ci sia, nascosta, da qualche parte.
ti abbraccio.

ashasysley ha detto...

Non la trovo ... non la trovo. O sono troppo stanca e provata e non voglio più giocare. Non mi va, non ha senso. Non mi rimane nulla dentro. Solo l'amaro di tutto un passato.

Alice*** ha detto...

Ciao Demian, scrivi davvero molto bene e mi stupisco piacevolmente nel sapere che è un ragazzo a esternare sentimenti così profondi e introspettivi...
un abbraccio, Alice*

Marì ha detto...

Capisco perfettamente cosa hai provato, cosa provi...Sono affascinata da come scrivi!Bravo

Marì