domenica 4 aprile 2010

In Sala Prove

(entro in sala prove)
Appena torna la pioggia, le ali si bagnano, è così difficile volare.

Sono qui e mi guardo un po' indietro, in questi giorni passati a evitare il pensiero.
Ho rotto un nuovo pezzettino di guscio, e ho vissuto uno dei miei più bei sogni, che con la mente ne apre mille altri.
Posso dire di essere un po' più vivo.
Quello che tutto questo mi darà non lo so, e nemmeno voglio star qui a pensarci. Voglio e dovrei cominciare a vivere ogni attimo e ogni buona occasione che mi si presenta, gustando il sapore e ammirando quello che ho intorno.
Ed è proprio seguendo questo proposito che sono riuscito a scalfire la scatola che mi contiene, ancora un po'. Ho avuto il batticuore dopo così tanto tempo, e la mia pancia ha ripreso a far male. Ma quel male positivo che fa sentire vivi, e lentamente, sto cominciando a curare le ferite sulle mie ali, con timore guardo verso il cielo, mia prossima meta, e piego un po' le ginocchia per poter spiccare il volo. Sento la mia musica in sottofondo ma forse ancora non è il momento di cantare a voce alta, le orecchie non sono pronte. Ma lei è al sicuro.
Forse potrò diventare davvero quello che ho sempre sognato.
Forse il mio personaggio sarà davvero come l'ho sempre voluto costruire.
E forse anche la mia persona sarà così.
Voglio avere fiducia in me e nel mio destino, perché le cose accadono, a loro tempo. Forse questo è l'inizio del mio! Spero.
E poi, se anche tutto il resto non va poi così bene, io non voglio pensare più alle ferite che ho, perché l'ho fatto per troppo tempo. Si rimargineranno da sole, lentamente. Continuare a leccarle non farà che peggiorare l'infezione. Forse è arrivato il mio momento per vivere?

on air: "Piove", L'Aura

1 commento:

ashasysley ha detto...

Riesco solo per un motivo. Perchè ho capito che lui sta aspettando che mi muova io per muoversi lui. Per decidere della sua vita. E anche se dice che io non devo decidere della mia in funzione sua, lui aspetta le mie mosse per calibrare le sue. Perchè tutti e due abbiamo molto da perdere. E allora, visto che quello che ho è importante, ma che la mia vita deve darsi una mossa, ho deciso di muovermi io. Scegliere deliberatamente di perdere tutto per prima e ricrearmi una nuova vita. Perchè io ho la forza di farlo, perchè quello che ho in fondo non mi basta, perchè voglio vivere e non lasciarmi vivere. E allora cammino. Giro le spalle, mi lascio baciare la pelle, ma cammino dinnanzi a lui. Se quello che lui vuole è che io prepari il mondo per lui, lo sto facendo e per lui sarà semplice poi entrare. Ma non so io poi quanto sarò provata dentro la mia anima e se l'amore che ora mi spinge a camminare non diventi poi il veleno che mi ucciderà. E ucciderà la mia anima e il mio amore per lui. Perchè camminare da soli vuol dire andare dove si vuole senza altre interferenze. Camminare assieme vuol dire sorreggersi a vicenda e avere il SENTORE dell'altro anche nelle emozioni e nelle scelte. Non posso camminare senza il suo sentore e avere comunque delle decisioni inglobando lui. Quindi cammino da sola. So verso cosa devo andare, non so dove arriverò e se quando intenderà raggiungermi dove sarò.
Per quello ora lo bacio, lo lascio stampare sulla mia pelle i suoi brividi. E in questo ora mi muovo. Per lui. Per me. Per noi. Fin quando terrò questo concetto e questa emozione dentro di me.

E' grande ... Ma posso farcela. Voglio.