Ho pensato spesso di voler scrivere un libro. Un libro pieno di questi discorsi articolati, pieni di aggettivi inconsueti e reveries, che lentamente potessero accompagnare il lettore verso i più reconditi angoli della mia mente. Ho già in mente milioni di questi piccoli viaggi, lunghi pagine e pagine. Ma qualcosa che manca c'è. Ho già in mente l'incipit, e alcuni passi della storia, le evoluzioni dei personaggi. Ma quello che non c'è è la fine. O meglio. Il fine. (it's all around me, I'm sorrounded)
Il mio cuore ora è solido, privo di battito, zero pulsazioni. Vivo, apro gli occhi, e fuori dalla finestra le nuvole nascondo il sole, eppure è già primavera da due giorni. Come mai il sole non torna? Mi sento come un punto (infinitamente piccolo), ma vibrazione (nel tempo e nello spazio infinita), e la direzione delle mie onde tocca tutti i punti che mi sono intorno. Posso toccare ogni punto! Ma rimango fermo, ora, sebbene stia scrutando attentamente intorno a me. Cosa mi succederà guardando?(...if you're still breathing it isn't so bad...)
Il tempo sta lentamente passando oltre queste coltri grigie, e la musica di molto tempo fa mi scorre nelle orecchie, e lentamente, si aggrappa ai nervi e arriva al cervello, cauta, mi ricorda chi ero molto tempo fa.
Anche allora avevo voglia di scrivere, ed avevo cominciato a farlo. Ma il risultato erano pagine insulse e banali, così com'ero io, che in realtà mi credevo così diverso da tutti. Era una stupida storia d'amore con personaggi costruiti e già visti. C'era una piazza e una fontana, e una città in cui non avevo mai vissuto. C'erano sedie e stupidi sentimenti adolescenziali.
Sono molto cambiato da allora, ma probabilmente, fra qualche anno, ricordando questo preciso momento, mi guarderò e mi vedrò banale così come ora vedo quello che ero. Forse non sarò mai speciale, e forse sarò sempre così presuntuoso da pensare di essere migliore di me stesso, ma mi contraddirò ben presto.
Anche allora avevo voglia di scrivere, ed avevo cominciato a farlo. Ma il risultato erano pagine insulse e banali, così com'ero io, che in realtà mi credevo così diverso da tutti. Era una stupida storia d'amore con personaggi costruiti e già visti. C'era una piazza e una fontana, e una città in cui non avevo mai vissuto. C'erano sedie e stupidi sentimenti adolescenziali.
Sono molto cambiato da allora, ma probabilmente, fra qualche anno, ricordando questo preciso momento, mi guarderò e mi vedrò banale così come ora vedo quello che ero. Forse non sarò mai speciale, e forse sarò sempre così presuntuoso da pensare di essere migliore di me stesso, ma mi contraddirò ben presto.
(now, what can I do? I'm naked without you)
Come al solito, poi, inverto le ore e sposto le azioni, e combino male le possibilità. Ricordo nel momento sbagliato, e non appena ho l'occasione di godere un'occasione, ecco che la voglia scompare, sopraffatta dalle tempeste che imperversano all'interno del mio cranio, e la nuvola sopra la mia testa non fa altro che attirare altre nuvole. Ed ecco, che dal loro scontro scoppiano i rombi di tuono, e le lacrime sgorgano dagli occhi.

3 risposte:
Solo per dirti che sono passata di qua....è bello il tuo blog....racconta tanto di te...passerò ogni tanto...e ci incontreremo nei pensieri..
Non ci conosciamo ancora tanto bene ma può essere questo un punto da dove iniziare...Comunque io ci sono per quel poco che può servire.E una spalla amica, vale, è una delle cose più buone su cui poggiarsi...a presto..Sere..:-)
sei nudo senza chi??? o senza cosa?
@...serena...: le tue visite saranno sempre gradite, e ricambierò volentieri, per conoscere un po' meglio le nostre teste su queste pagine elettroniche. =) A presto!
@anonimo: nudo, senza me. senza un nome.
=)
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