mercoledì 31 marzo 2010

Mannaggia

Mannaggia.
Un pulviscolo di emozioni speziate, un continuo martellamento spontaneo che impedisce il sonno.
La vita è arrivata ad un punto morto. Ogni strada porta sofferenza, in questo labirinto buio che pare senza uscita. Ne scelgo una, e non è che la solita, solo che più lunga, più irta di ostacoli, sempre più impervia. Ne scelgo un'altra, in cui sono completamente cieco. Ne scelgo un'altra, in cui vedo solo me stesso, e ce n'è un'altra in cui è solo la tua ombra che seguo.
Ma mi sembra di scorgere una strada parallela a tutte queste, illuminata, cosparsa di essenze profumate, con in sottofondo una canzone che mi riempe la pancia di un'emozione che non provavo da tempo.
Non posso fare niente di fronte a tutto ciò, però. Sono completamente impotente di fronte alla sterminata catena di eventi che mi hanno portato su questo binario morto. Dovrei scendere davvero dalla locomotiva e cercare la strada per proseguire, scalzo, a piedi nudi, per toccare la terra e ascoltare i suoi consigli. Dove mi condurrà questo nuovo mondo che sto vivendo? Riuscirò a tornare ad Atlantide? Quel meraviglioso luogo di felicità che ho ero già riuscito a raggiungere?
Ho perso la mappa e nessuno sa darmi indicazioni. Forse da solo non potrò tornarci.

Ho troppa paura di dimenticare quello che sto lasciando.
Ho troppa paura di non ritrovarlo quando tornerò.
Ho troppa paura di non essere più raggiungibile.
Ho troppa paura di non poter più ammirare quella luce.
Ho paura di questo buio complesso.


Questo pensiero d'improvviso mi scuote e annienta ogni pudore ed ogni difesa.
Avevo soffocato quella stupida attitudine ai voli pindarici
ed alle struggenti eroiche attese e sopravviverò a questa mancanza di ossigeno
malgrado le insidiose correnti arriverò
in fondo agli abissi tra antichi splendori di un mondo sommerso da migliaia di anni.
Stupidamente ho temuto l'immensa e spietata bellezza la profondità dei tuoi occhi
Questo pensiero rende soave il risveglio scomodando il torpore la consueta pigrizia rivivono fragranze estinte e tramonti d'incanto
Le grandi speranze travolte dall'ira di oceani in tempesta avvolta da una prodigiosa atmosfera Atlantide sorride intatta e volge un sguardo amichevole
in fondo agli abissi antichi splendori di un mondo sommerso da migliaia di anni.
Stupidamente
ho temuto l'immensa e spietata bellezza la profondità dei tuoi occhi

Mannaggia a me.

on air: "Il sorriso di Atlantide", Carmen Consoli

2 commenti:

.....serena.... ha detto...

Buona Pasqua Vale....un po' presto ma su messenger non ci si becca mai, allora per non correre il rischio di dimenticare...Un abbraccio grande...
Sere

Demian ha detto...

@.....serena....: auguri anche a te =), e a presto! abbraccio =)
D.