giovedì 18 febbraio 2010

So Brave

(I wish I was that brave)

Legami che uniscono.
Legami che falliscono.
Legami fasulli.
Legami che finiscono ma non dovrebbero.
Legami che vanno avanti fra mille problemi.
Legami indissolubili ma impossibili.



Sto riscoprendo la mia autonomia rispetto al mondo. Mi sono reso conto che giustificare troppo spesso gli errori che gli altri fanno non fa bene, perché in questo modo non si sfoga mai la rabbia (la rabbia giusta).
Sto guardando indietro nel mio passato e sto cercando di capire cos'è stato a portarmi in questo corpo e in questa mente, per cercare di rendermi migliore.
Sto capendo che non posso stare solo. Sto scoprendo che per vivere ho bisogno di avere qualcuno che mi sia accanto, che possa aiutarmi nel momento in cui ne ho bisogno, che possa sorridermi quando dovrei farlo, che possa asciugare le mie lacrime quando piango, che possa aiutarmi a capire quando sbaglio. Qualcuno con cui unire la mia voce e urlare al mondo che sto bene.
Ma sto anche capendo che forse ho paura di tutto questo. Ho paura di dipendere, sebbene lo desideri con tutto il cuore. E ho paura di amare per non riportare cicatrici, sebbene io sappia che è la cosa più bella al mondo.
Nella mia ingenua mentalità da adolescente speravo che potesse esistere l'amore perfetto, l'amicizia perfetta, una famiglia perfetta, per non parlare del destino o del fatto che pensavo che in questo mondo, in fondo, chi lo merita davvero viene ricompensato.
Crescendo, questo stesso mondo che io credevo così giusto, mi sta mettendo di fronte a una serie sterminata di situazioni in cui devo riconsiderare tutti i miei idealismi.
Forse l'amore puro non esiste, e forse, in realtà, l'amore va preso per quello che è, senza aspettare troppo quello perfetto, pena il rischio di soffrire in eterno. Forse i tradimenti fanno parte di tutto questo disegno, e chi, come me, non è capace di commetterli (o forse non ho mai avuto il coraggio?) è destinato solo a soffrire. Forse non è possibile piegare le frenesie del corpo alla stabilità calda del cuore, e quindi non è davvero possibile amare incondizionatamente.
Forse non si può pretendere di avere qualcuno accanto in ogni momento in cui ce n'è bisogno, o non ci si può aspettare che sempre ci sia qualcuno a rispondere alle mie richieste d'aiuto.
Forse non posso biasimare i miei genitori per gli errori che hanno fatto nella vita e che hanno coinvolto anche me. In fondo nemmeno loro, come gli altri esseri umani, non sono perfetti. Ma mi chiedo se non possa comunque avere il diritto di essere incazzato per tutto il dolore che mi hanno causato.
Riguardo al destino e alle ricompense che vorrei dal mondo, forse mi devo rassegnare al fatto che tutto è guidato dal caso, e che per quanto io mi sforzerò nella mia vita, tutto il sudore non servirà a farmi avere qualcosa dal mondo, ma solamente a temprare il mio corpo e la mia mente, e a rendermi migliore. Poi, in realtà, a cosa serva questo concretamente, non lo so.
E mi rendo conto che ultimamente le parole che scrivo, dico e penso sono zeppe di forse e negazioni del verbo sapere. Sono quasi stufo di tutta questa ignoranza.
Ma probabilmente in questo momento dovrei solo cercare di andare avanti, pensando un po', vivendo un po'. Senza pormi troppe domande, ma scegliendo cosa fare di me.

Ricordo di giorni in cui rimanevo da solo e buttavo tutto per terra, e ricordo di segreti svelati troppo presto. Ricordo di sostegno che è mancato, di orecchie e occhi tappati.
Ricordo, e ciò che ricordo fa ormai parte di me e mi rende ciò che sono.
Tutto ciò che sto vivendo ora continua a costruire lentamente il mio magro corpo, quindi devo stare bene attento a ciò che introduco nella gola, nelle orecchie, negli occhi, nella pelle.

sabato 6 febbraio 2010

Estinguere


(Un cavaliere armato di fiori alla conquista della vita)

Ho bisogno di scrivere stamattina.
Quando mi sveglio con il mal di pancia, mi sembra di non poter affrontare un'altra giornata. Mi sembra che non ne valga la pena, che sia molto meglio rimanere al caldo tra le lenzuola e continuare a fantasticare di una vita che non vivo io. C'è quel periodo tra il sonno e il momento in cui ti togli le coperte di dosso, che per me dura anche molto tempo, in cui la mente viaggia, senza meta, senza limiti, completamente protetta dal dolore.
Vorrei vivere in quel mondo di sogno, così morbido e opaco. Forse sarebbe un modo vigliacco di vivere, completamente assente, ma sarebbe indolore. Forse inutile?
Mi sto rendendo conto, in effetti, che qualunque sia la strada che percorro, mi si pongono davanti sempre gli stessi problemi. Sto veramente comprendendo cos'è il karma, e benché prima comunque dicessi di crederci, forse solo ora lo sto veramente facendo.
Forse, non è importante quale strada noi percorriamo, ma come lo facciamo. Per ogni percorso che sceglieremo nella vita gli ostacoli saranno gli stessi e sarà inutile rinunciare a arrivare fino in fondo ad una di queste strade, perché percorrendone altre dovremo confrontarci con gli stessi problemi. Quindi il problema non sta nel percorso, o nelle cose che abbiamo intorno, ma dentro di noi!
Mi sono rovinato i giorni più belli, e ho sprecato tante occasioni, ho rifiutato moltissimi inviti, ho rovinato un amore splendente, ho pianto e mi è mancato il respiro, ho pensato di rinunciare molte volte, e ho innervosito, ho stancato me e gli altri.
Tutto ciò non dovrà più accadere. Da ora in poi devo mettere la mia vita nelle mie mani e plasmarla davvero come voglio. Forse all'inizio sarà difficile acquisire la tecnica giusta per farla diventare un vero capolavoro, ma con un po' di studio riuscirò ad apprendere i segreti del mestiere, finché ad ogni mio pensiero non corrisponderà una realizzazione conreta, finché non riuscirò a estinguere ogni difetto.
Ovvio, molte variabili non dipendono da me. Ma ce la metterò tutta. In fondo, dicono, basta scegliere di essere felici per esserlo. E io voglio imparare a farlo, perché a volte sembra proprio che non ci sia una via d'uscita, ma non è così.
Basta svegliarsi e superare quella sensazione di inadeguatezza che appesantisce lo stomaco. Come fare? Ancora non ho capito bene come. Ma credo basti pensare alle cose belle che ci sono nella vita. E anche se a volte non me ne ricordo, ce ne sono. Per esempio...(non in ordine di importanza) la musica, le mani, gli abbracci, i baci, l'Amore, scrivere, nuotare, prendere il sole con un libro in mano, bagnarsi sotto la pioggia, la cioccolata, aiutare un Amico, guardare, suonare, giocare, parlare, viaggiare, ascoltare la musica, cantare, riuscire in qualcosa di nuovo, sentirsi apprezzati, colorare, essere in ordine, aiutare, toccare, i sorrisi.
Ecco, comincerò da questo. Ricordando tutto ciò che di bello posso fare, e avere, e essere, ricomincerò a vivere la mia vita cercando di migliorare.
E nel frattempo sorrido. =)