domenica 25 gennaio 2009

Piccoli ma Grandi

E' un mondo grande. Piccolo, certo, rispetto a tutto quello che c'è intorno. Stelle e galassie e buchi neri e chissà cos'altro non vediamo.
Ma è grande, rispetto a noi.
Siamo piccoli piccoli, sembriamo indifesi, e lo siamo.
Ma piccoli piccoli, possiamo fare.
Piccoli e indifesi, ma capaci di agire, reagire.
C'è mezzo mondo che muore, mentre noi schiacciamo i tasti di un telecomando.
C'è mezzo mondo che muore mentre noi urliamo perché ci si è spezzata un'unghia appena smaltata.
Gente che ha sete e noi ci incazziamo se mamma non ha comprato la cola o l'acqua frizzante.
Noi ci disperiamo perché non sappiamo cosa dobbiamo fare nella vita. C'è gente che non sa nemmeno se domani avrà vita.
Gente che ha caldo al sole, e congela di notte.
Gente che non ha il bagno, e noi buttiamo ogni cosa che minimamente ci sembra degradata.
Gente che, forse, in fondo è felice di quello che ha: poco.
E noi ci affanniamo per avere sempre di più. Più di tanto.






















Oggi, è stata una giornata molto bella per me.
E voglio riempirmi di buoni propositi che vorrei girare anche a voi.
-fare la raccolta differenziata, che non costa nulla.
-sprecare il meno possibile corrente, e cibo, e vestiti, e chi più ne ha più ne metta.
-comprare lampadine ed elettrodomestici a risparmio energetico.
-spengere luci e ogni cosa che va a corrente quando non la usiamo.
-non buttare cibo.
-mangiare solo se abbiamo fame, e solo fino a che siamo sazi.
-cercare di mangiare meno carne possibile.
-comprare informandoci il più possibile sulla provenienza dei prodotti e agendo di conseguenza.
-conoscere, capire, comprendere, agire (bene).
-aiutare, non giudicare, insegnare a chi non sa o non capisce.
-diffondere.
Altri propositi da proporre?

Ora un proposito solo per me.
-voglio diventare meglio di Beethoven.

venerdì 16 gennaio 2009

Pace.

Parlare di questa guerra è una cosa troppo difficile e troppo facile.
Troppo facile perché è facile dire io sto di qua, io sono per quelli o per gli altri. Troppo facile dire loro hanno sbagliato, o gli altri. Secondo me è troppo facile.
Perché non si tiene conto del fatto che uno stato non è un'entità singola e omogenea. Uno stato è un insieme di persone diverse fra loro. Non si tiene conto del fatto che le colpe di uno Stato non sono le colpe di tutti i cittadini. E nemmeno del fatto che le persone che popolano uno Stato sono in tutto simili a noi, e pertanto degne di rispetto.
Allo stesso tempo è difficile giudicare proprio perché le ragioni ci sono, così come i torti, e sono da entrambe le parti, e non è facile decidere precisamente perché i sentimenti in ballo sono così fragili, così sottili, che credo che nemmeno possiamo permetterci di decidere.
Io credo che ognuno abbia diritto di non aver paura ogni giorno di vedersi un missile cadere sulla testa.
Io credo che ognuno abbia il diritto di non aver paura di andare a prendere un caffé o salire su un autobus per il pericolo di ritrovarsi vicino a qualcuno imbottito di esplosivo pronto a farsi esplodere per il suo paese.
Io credo che nessuno meriti di vedere la propria famiglia uccisa a colpi di fucile o sotto il crollo di un palazzo bombardato.
Io credo che nessuno meriti di essere cacciato dalla propria casa, ma credo anche che tutti i popoli abbiano diritto a un posto dove sentirsi a casa.
Credo che mi sembra di vedere un bambino che gioca con i soldatini. Peccato che quei soldatini siano persone vere che uccidono persone vere.
Penso molte altre cose e penso che non è possibile giudicare e non è possibile stare da una parte, o dall'altra. O almeno, credo che sia auspicabile, almeno, non irrigidirsi in posizioni che possono diventare ideologiche, ma lasciare sempre le orecchie aperte al dialogo, senza urlare, senza insultare. Orecchie aperte e Mente aperta.

E già che ci sono vorrei manifestare la mia solidarietà con Lucia Annunziata, che ieri sera è stata insultata malamente da una persona non capace di aprire le orecchie e la mente. Quello che lei diceva era di smettere di incolpare, insultare, accusare, difendere, e cominciare a ragionare, razionalizzare, risolvere.
E' così che si fa la Pace. Si fa parlando, pensando, obiettivamente, discutendo, uscendo dalle ideologie e dalle rigidità che esse portano con se. La Pace non si fa urlando con le orecchie tappate. E questo è quello che ha fatto Santoro.
Non possiamo permetterci di parlare di Pace se portiamo la guerra anche in uno studio televisivo, o nelle nostre case, o nelle nostre scuole, o nelle nostre vite.
Apriamo la mente e dialoghiamo.
Impariamo ad essere obiettivi.
Impariamo a distinguere.
Impariamo a riconoscere i diritti di tutti, e i sentimenti di tutti.
Impariamo a non giudicare a prescindere.
Impariamo ad informarci e ad informare.
Insegniamo che la Pace si fa così.

E io vi auguro Pace. A voi che leggete, e a tutti quelli che non la hanno. PACE a TUTTI. PACE a OGNUNO, in OGNI posto.
Buona Fortuna Palestina, Buona Fortuna Israele.
Sono con voi, prego per voi, palestinesi. Sono con voi, prego per voi, israeliani. E per tutti.

venerdì 2 gennaio 2009

Buon Anno col 9


Propositi, promesse e consigli.
Comincia così ogni nuovo anno, e finisce andando a riguardare cosa si è fatto, e cosa no, quanto si è migliorato di noi e del resto e quanto abbiamo peggiorato.
Ma l'anno ormai è passato, e non ho ancora avuto la voglia di guardarmi indietro, per ricordare ciò che c'è stato. Ancora non ne ho la forza, che probabilmente arriverà più in là, necessariamente.
Ora, guardo avanti. Guardiamo avanti, smettendo di maledire il passato, smettendo di aver paura del presente.
Ci sono 365 giorni davanti a me in cui cercherò di essere migliore, per meritarmi qualcosa in più.
E la promessa di sorridere ogni mattina, leggendo la scritta sul mio soffitto "oggi sarò migliore di ieri", per inaugurare ogni giornata di questo nuovo anno.
Si riparte da zero. Niente precedenti. Ancora non c'è stata la prima litigata dell'anno, ancora non c'è stato il primo pianto dell'anno, ancora non c'è stata la prima delusione dell'anno, il primo fallimento, e così via. E cerchiamo di mantenere questi primati più a lungo possibile, cercando di sperare che non ci saranno per tutto l'anno.
E poi, bisogna prendere la forza nelle mani e scegliere e agire.
E a quel punto, inteso, posivitivamente, niente cambierà il mio mondo.
Nothing's gonna change my world.



(la prima canzone del 2009)

Buon Anno a tutti, Buon Anno a tutto il mondo. Speriamo che i problemi, quelli piccoli che affollano le nostre vite, e quelli grandi che distruggono il mondo, possano risolversi un po'.
Auguri.