giovedì 30 ottobre 2008

2 milioni di persone

Sono tornato ora dalla Manifestazione di Roma.
Sono contento.
Stamattina tutte quelle persone a Termini e a Piazza della Repubblica mi hanno riempito il cuore.
Allora davvero c'è qualche speranza? Chissà. Forse no. Ma almeno c'è solidarietà. Almeno si stanno accorgendo che questo governo fa schifo. E chi l'ha votato magari ci penserà su due volte prima di rifarlo.
O forse no.
Ma qualcosa sicuramente c'è stato. Se non ha avuto impatto sul governo sicuramente è stato importante per chi c'è stato e chi non c'è stato.
Non so cosa ha significato, ma so che eravamo tanti, eravamo pacifici, sorridenti, lottavamo perché vogliamo la Nostra Scuola.
Sono un po' felice.
Non siamo soli.
Continuiamo a non esserlo, e continuiamo a combattere.
Non dimentichiamoci di quello che siamo riusciti a fare oggi.

martedì 14 ottobre 2008

Q. A. H.

Ci sono solo due cose sicure di quel che ho in testa oggi.
1) L'uomo è un essere davvero piccolo e insignificante.
2) L'unica cosa importante nella vita è amare.

Ci sono molti dubbi su quello che penso oggi.
1) Se l'uomo è piccolo e insignificante, come può provare tanto dolore?
2) Se l'uomo è piccolo e insignificante, come può provocare tanto dolore?
3) Se l'uomo è piccolo e insignificante, come può permettersi di dare tanto dolore?
4) L'amore esiste o è solo un proiezione del nostro egoismo, che ci permette di assicurare la nostra esistenza in qualcun'altro?
5) Se l'uomo è piccolo e insignificante, come può amare?
6) Se l'uomo è piccolo e insignificante, come può amare e dare dolore alla stessa persona? Forse proprio perché è piccolo e insignificante può.
7) L'Amore ci rende felici solo se è corrisposto, o basta amare qualcosa, qualcuno, per rendere piene le nostre vite?
8) L'Amore è davvero privo di pretese?
9) L'Amore riesce davvero a superare le barriere?
10) L'Amore ci rende migliori?
11) Senza amore non staremmo meglio?
12) Quando non si ama si riesce a dare lo stesso un senso alla propria vita?
13) Davvero l'uomo rimane piccolo e insignificante? Nemmeno se riesce a sforzarsi, a imporsi la sua volontà e la sua ragione? Di fronte al mondo, certo, rimane insignificante. Ma di fronte a se stesso? Credo che la piccolezza derivi dall'irragionevolezza. Non voglio essere un uomo piccolo e insignificante.

E poi, alcune risposte che vanno e vengono.
1) A volte penso che quando si raggiungono gli obiettivi smettiamo di amarli.
2) A volte penso che dovrei essere più razionale.
3) A volte penso che dovrei essere più altruista.
4) A volte penso che dovrei essere più egoista.
5) A volte penso che basta il tempo per lavare il sangue e ricucire le ferite.
6) A volte le ferite si infettano.
7) So che a volte, se le ferite si chiudono, lasciano cicatrici.
8) So che per far sì che le cicatrici scompaiano, ci vuole molto più tempo che per chiudere le ferite.
9) So che basta uno spillo, per far scoppiare una bolla enorme. La bolla è quello che provo, lo spillo è la piena consapevolezza della realtà.

Vorrei che il tempo scorresse, un po' più veloce.
Perché non so aspettare il tempo che passa, io inerte.
E non voglio più frequentare la mia facoltà, ma non vedo altre alternative.
E non voglio più essere me, perché molte cose mi hanno stufato.






Cosa ne è, ormai, del passato?






Occhi nel vuoto.

giovedì 2 ottobre 2008

Troppe Domande

Basterebbe così poco per volare...
Non riesco più a scrivere.
Sono bloccato da qualcosa all'altezza della pancia, e poi nel collo.
Sarà che ricomincia tutto.
Sarà che tutto finisce.
Sarà che prima o poi le cose cambieranno.
Sarà che ho paura.
Sarà che non voglio fingere, non voglio mentire.
Sarà che non lo so.
Che ne sarà di me?
Mi sento tanto piccolo e il mio futuro non esiste ancora. E da dove si comincia?
Io non lo so, e nel frattempo vivo.
Facendomi domande a cui non posso ancora rispondere, non so rispondere, e il tempo le manderà via, perché non serviranno più, quando sarà passato il tempo. E io chissà dove sarò, con chi, e che farò.
Ho tanta paura di quello che potrò fare. Ho paura di me.
Ma nel frattempo vivo, e cerco di fare del mio meglio.
E questa testa, che viaggia un po' troppo, dovrebbe smetterla di guardare avanti, e il passato non c'è più e ha un'importanza effimera, perché così non mi godo quello che sta succedendo adesso.

"Ieri è storia,domani è mistero,ma oggi è un dono...per questo si chiama presente!" (come dice il maestro Oogway)