venerdì 12 settembre 2008

In una Foto

(In fondo questa canzone è davvero bella)

Un tuffo in un passato che non mi apparteneva. Gli occhi che ho davanti, ma con i colori di cinque, dieci, quindici e più anni fa. Capelli biondi invece che castani, o gelatina, qualche chilo in più, o in meno, denti da latte e scarpe da ginnastica ipercolorate.
Ma la stessa luce in quegli occhi, che dalla nascita fino ad ora conservano quella dolcezza pronta a sfidare il mondo.
Gli errori che si fanno nella vita vanno pagati, certo. Ma finora mi fermavo fino ad un certo punto.
Come può quel bambino aver fatto tanti sbagli nel suo futuro? Come può aver fatto tanto male? Come può essersi fatto tanto male? Perché si è fatto prendere in giro? Come ha potuto dar tanto dolore?
Non è lui che l'ha fatto.
E' stata la sua debolezza, la sua insicurezza, la mancanza di un incoraggiamento efficace, non credeva in se stesso. Non conosceva la realtà delle cose. Non si poneva domande perché nessuno gli aveva mostrato cosa voleva dire.
E in questi occhi, quelli che guardo io adesso, c'è il bambino del passato che grida, rivuole la sua bellezza. Non l'effimera bellezza della giovinezza, ma quella tenace, solida, fulgente, che non si può acquistare nemmeno da un chirurgo.
Rivuole la sua sanità, le sue speranze, i giochi che non ha potuto fare perché piangeva.
Ha perso anni a inseguire fantasmi effimeri, ed ha paura che lo perseguiteranno ancora. Ma lui è forte ora.
Tornerà in possesso di quell'innocenza che ha perduto, perché il bambino che era si nasconde ancora dentro di lui, non è mai riuscito a crescere, non ne ha avuto il tempo. E' stato fatto crescere troppo in fretta, e credeva di volere ciò che ha avuto, perché era facile saziarsi così. Ma in realtà era plastica, plastica al sapor di fragola, che ha messo da parte i giochi, i sogni, le favole e i colori, e al posto di tutto quello, si è accumulata spazzatura, fino a che è arrivato il momento di pulire tutto quanto. E arrivo io, e aiuto a spazzare. Cerco di far ordine insieme a te.
Ora reclama il tuo tempo, impara, sii migliore. Ci riuscirai. Non sei un bambino comune.
Pronto per ricominciare a crescere?
Tira fuori la luce che c'era e faccela vedere.
Quel bambino è tornato davanti ai miei occhi.
Grazie di esserci, Amico. :-)

(non eravamo poi così tanto diversi)

4 commenti:

Hachikò ha detto...

GRAZIE
per ciò che hai scritto.
Posso mostrarti vivendo insieme la voglia che ho di star bene?
Perché ne voglio infondere te,
la nostra fortezza (materiale e spirituale)
e tutto quello che di bello abbiamo.

Senti Nana, tu credi che gli angeli esistano?
[Carini:)]

l'incarcerato ha detto...

Damien, un uomo che ritrova di nuovo il bambino che era è formidabile,vuol dire che un'altra trasformazione sta avvenendo. Grandissime parole le tue. Qualche giorno fa anche io ho rivisto una mia foto quando avevo all'incirca quattro anni, ti giuro che ho provato una grande tenerezza per il bambino che era perchè non si sarebbe mai immaginato le sofferenze che gli sarebbero succedute...

ps grazie per il tuo prezioso commento nel mio post, un ottimo contributo.

EnRy ha detto...

hai mai notato che siamo tutti bambini quando dormiamo? :)

Un bacio :)

Ballerotta bohémien ha detto...

così tenerdi ed indifesi...forse puri del tutto...e fin troppo splendidi...quante volte abbiamo desiderato di tornare fanciulli??

splendida la citazione di Nietzsche, la conoscevo già...ma ne avevo dimenticato, quasi, l'essenza!
l'infinito non è malinconia, sono i pensieri che girano attorno ad un determinato pensieri che ne fanno una deformazione!

come va?