venerdì 25 luglio 2008

Ogni Riferimento A Cose o Persone è Puramente Casuale/Causale

Nelle pagine di "Fahrenheit 451" ho trovato la risposta a un dubbio che avevo da tempo.
Una risposta che avevo in me ma che non avevo ancora espresso a parole.
-[...] Forse hanno ragione loro, forse è meglio non guardare in faccia le cose, correre a divertirsi. Non so. [...]
-No, non devi! se non dovesse esserci la guerra, se ci fosse la pace nel mondo, ti direi: Magnifico! corri a divertirti! Ma, Montag [...] non tutto è a posto nel mondo...
Non si può vivere la vita senza pensare, perché si ha a che fare con il dolore, con i sentimenti, con la libertà, con il male, le bombe, i furti, gli omicidi, le lacrime.
Sarebbe bello poter vivere sempre ridendo.
Ma non si può. Bisogna pensare, riflettere, scegliere obiettivamente, prendersi la responsabilità delle cose si fanno.
Questo sono io.


















E questo libro va letto assolutamente.

domenica 13 luglio 2008

Takk... Sigur Rós

Un mal di pancia così forte a un concerto non ce l'avevo da parecchio.


I Sigur Rós.
C'è la felicità nella loro musica, la voce degli angeli, i paesaggi innevati e vulcanici dell'Islanda, la forza della ribellione, il dolore dell'emarginazione, la celeste speranza, e il rosso della vittoria. Una profusione di sentimenti speciali, positivi, superiori.
Uno dei migliori concerti che abbia mai visto, e ascoltato, e vissuto.
E a voi "Viðrar vel til loftárása" e "Hoppipolla", uno dei pezzi migliori, a mio parere.
Ascoltare (e guardare) per credere, e Sorridere, di una felicità fertile e contagiosa.


domenica 6 luglio 2008

Tapes


Ho ancora gli occhi offuscati dal sonno. Vedo tutto appannato.
Le ultime notti non avevo dormito più di quattro ore. Mi sono svegliato, oggi, una mezzora fa. Ieri sera ho fatto le 4:00, leggendo le pagine del diario di una mia amica. Molte pagine parlavano di me, ed è molto strano leggere il proprio passato dagli occhi di qualcun'altro. Mi ha fatto male la pancia, nel rileggere quei momenti.
Tutti i cambiamenti che mi si sono gettati addosso in quei mesi di ormai un anno fa, e la sua visione, a volte lucida, a volte sconvolta. E sapere dopo molto tempo cosa si pensava di me, cosa vedevano, mentre io non vedevo che un punto, fisso, o pochi altri. Non farò mai più un errore del genere, o meglio. Cercherò, di non farlo più, perché purtroppo fa parte di me, essere così esclusivo, a volte.
E oggi non riesco a capire cosa sono diventato, cosa vorrei dalla mia vita, cosa cancellare, cosa tenere, cosa cambiare, cosa dovere.
...E' molto anche che non scrivo sul mio diario, a parte qualche frase appuntata giusto per non dimenticare qualche momento di questi giorni non proprio idilliaci. Forse non voglio ricordare il brutto che c'è intorno a me ora.
E basterebbe poco per cancellarlo, per tornare alla speranza ingenua che serbavo nelle mie mani, tanto tempo fa. Ma non voglio, non posso, ho promesso, devo resistere, come promesso.
Non sento più le mie emozioni, a volte. Non ricordo com'era dire certe cose.
Ma, certo, ora ne ho altre da ricordare, e nuove consapevolezze.
Mi abbraccio, proteggo la mia pancia, e cammino in modo strano, suono il pianoforte, e sono diverso da loro. E ne sono fiero. Non mi importa di essere giudicato per ciò che faccio. Accetto consigli. Ma non giudizi. E se qualcuno giudica, allora non fa proprio per me.
E sento che qualcosa sta cambiando dentro di me, e non tutto forse porterà a un cambiamento positivo. Non avrei mai dovuto cedere a me stesso.
Ho un vuoto nella testa, ogni argomento sembra essere un tabù e ogni voce grida opinioni differenti. Istinto e ragione, sentimenti e pensieri, voglie e doveri. Niente di niente coincide. Aspirazioni futili.
Certo anche qualche soddisfazione, ultimamente. Ma le delusioni?
Sto aspettando che qualcuno risponda, ma la verità è sempre una, ed io ho paura di conoscerla.

Voglio scrivere una canzone.