giovedì 29 maggio 2008

Non è un linguaggio comprensibile, la Violenza


A seguito di numerose discussione sull'argomento "Foibe", vorrei dire la mia:

Prima di tutto ecco il link alla voce "Foibe" di Wikipedia, che come sappiamo è un'enciclopedia libera, e per questo democratica: http://it.wikipedia.org/wiki/Foibe
C'è anche un'altra voce su wikipedia, intitolata "i massacri delle Foibe" (http://it.wikipedia.org/wiki/Massacri_delle_foibe), che vi invito a leggere molto attentamente, facendo attenzione anche alla scritta poco sotto il titolo che dice "Questa voce di storia è ritenuta non neutrale". Inoltre vorrei fare anche un'analisi filologica del titolo, in cui possiamo vedere una inequità del redattore dell'articolo. In effetti, se andiamo a cercare "Olocausto", o "campo di concentramento", o "Auschwitz", non c'è nessuno titolo in cui possiamo vedere un termine come massacro, o ecatombe, o sterminio. Niente di tutto ciò. Mi sembrava carino farlo notare.

Detto questo, io vi dico solamente di leggere e informarvi, preferibilmente da fonti neutrali e OBIETTIVE.
Io ho letto. Ho letto che alcune delle persone uccise erano le stesse che poco prima avevano invaso i territori, e che stavano per ricevere un ulteriore aiuto dall'eserito tedesco per continuare a imporre il loro potere sui cittadini.
Ho letto che sono state uccise anche persone che non c'entravano niente. Donne, bambini, e civili innocenti.
Ho letto che le stime dei morti sono molto varie, e che dipendono da chi le fornisce. Vanno dai 1000 agli 8000.
Il resto lo potete leggere da soli.

Io dico la mia opinione.
Io sono di sinistra.
Se volete, potete chiamarmi comunista, anche se questo ormai è un termine inusitato.
Ma una cosa è certa.
Il mio comunismo, non è il comunismo di Tito, il mio comunismo non è quello di Stalin.
Il mio comunismo non è quello della violenza, della dittatura.
Il mio comunismo è quello di platone, è quello di Marx, e questi non hanno nulla a che vedere con i campi di concentramento russi o con le foibe Istriane, o con le brigate rosse.
Io sono pronto a rinnegare gli sbagli della sinistra. Sono pronto a dire che Stalin era uno schifoso.
Non ho la spilla di Stalin sullo zaino e non porto la sua faccia tatuata sul braccio. So che Stalin ha anche fatto del bene all'economia russa, e che grazie alla sua politica è riuscito a ridar forza all'Unione Sovietica, ma questo non giustifica nulla di tutto il resto che ha a che fare con repressione, violenza, censura.
Io non sono stalinista, non sono titoista.

Ma quelli che si proclamano fascisti, sono pronti a vedere i loro sbagli? C'è veramente qualche nazista che si pente dei MILIONI di Ebrei sterminati? C'è qualche fascista che condanna quelli che hanno attuato il raid a villa Ada? C'è qualcuno di loro che non è d'accordo con l'aggressione avvenuta davanti alla Sapienza, o con le aggressioni che avvengono pressochè tutti i mesi a danni di omosessuali, stranieri, trans, o ragazzi di sinistra (e chi più ne ha più e metta)? Qualcuno di loro condanna Mussolini?
Io credo di no.
Perché?

Inoltre, se sulla Costituzione della Repubblica Italiana (http://it.wikisource.org/wiki/Italia%2C_Repubblica_-_Costituzione) è scritto "È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.", perchè è possibile girare per strada e vedere svastiche e croci celtiche, o sentir dire a persone come la Santanchè o Ciarrapico (che sono PARLAMENTARI DEL NOSTRO GOVERNO) che si dichiarano fasciste, ma non solo loro, visto che può capitare tutti i giorni di incontrarne uno. Anzi, state attenti.

Con questo voglio dire,
Comunisti: ammettete gli errori fatti da quelli che si facevano (e fanno) chiamare come voi.
Fascisti: vedete di riflettere su cos'è la libertà, la democrazia, la Tolleranza, la NON-violenza (cose che dovreste condividere, visto che la maggior parte di voi è cattolica...Gesù diceva, porgi l'altra guancia). E una volta fatto questo pensate al nome che portate, e a quello che comporta portarlo, e all'illegalità di ciò che siete e fate.

martedì 27 maggio 2008

Io, antifascista



Univesità di Roma La Sapienza: Il preside della facolta di Lettere, Guido Pescosolido, nei giorni passati aveva autorizzato un'assemblea tenuta dai membri di Forza Nuova alla quale avrebbe partecipato anche il segretario di Forza Nuova, Roberto Fiore.
Ora.
Forza Nuova è un gruppo politico dichiaratamente neo-fascista e nazista.
Il fascismo è una corrente politica antidemocratica. Il nazismo è peggio.
A parte il fatto che Roberto Fiore è parlamentare europeo e già qui ci sarebbe da rabbrividire, come può essere possibile che in una università, dove dovrebbe essere la cultura a prevalere, possa essere lasciato spazio a tutto ciò?
Il rettore dell'università, per fortuna, ha revocato il permesso per l'assemblea (che avrebbe dovuto tenersi giovedì mattina).
Ciò non ha impedito, oggi pomeriggio, a un gruppo di ragazzi di arrivare in via Cesare de Lollis armati di spranghe e coltelli e aggredire alcuni dei ragazzi (disarmati) che protestavano contro l'ingenua (?) azione del preside, il quale, alle precedenti accuse dei protestanti, ha saputo solo rispondere con lezioni di educazione sul tono troppo alto delle loro voci.
Gli aggressori avevano svastiche o croci celtiche addosso? Erano o no fascisti?
Non è questo l'importante.
La cosa importante è che tutto ciò è avvenuto alla luce del giorno.
La cosa importante è che ancora lasciamo che certe cose accadono, e se ci guardiamo intorno e il mondo ci crolla addosso, noi ci spostiamo. L'importante è che non tocca noi. Chi se ne frega se ora dei ragazzi sono in Ospedale. Chi se ne frega se ci sono regolari immigrati con permesso di soggiorno che vengono aggrediti per il solo motivo di non avere la stessa nazionalità di chi non li accetta. Chi se ne frega se tutto ciò è taciuto dai più, e rimane solo una voce indefinita che gira di bocca in bocca. Chi se ne frega se il nostro paese va a puttane (e a trans).
Noi siamo qui che guardiamo, niente ci tocca. Fino a che non ci tocca, che facciano quel che vogliono. Che arrivino armati ad aggredire chi vuole liberarsi dall'antidemocrazia. Che continuino a comandare col terrore. Che continuino a minacciare.
Fino a che non minacciano te, tu non fai niente per impedire loro di continuare questa sporca danza.
Fino a che non ci sei tu sotto i loro colpi, tu ti volti sovrappensiero a guardare i vetri di una macchina spaccati dai colpi delle loro spranghe.
Così non cambierà nulla.
Torneremo indietro.
Torneremo a quando i crimini avvenivano alla luce del giorno e tutti si voltavano dall'altra parte.
E io non ne ho per niente voglia.

Ci sarà qualcuno che farà qualcosa per far smettere tutto questo?
Il sindaco di Roma farà cessare questi atti volti a minacciare la SICUREZZA di cui lui tanto si preoccupa?
Io me ne ricorderò, voi fate lo stesso. E le nostre voci, e le nostre urla, dovranno farsi sentire forte.

mercoledì 14 maggio 2008

Uno sguardo al passato


Stavo rovistando tra la polvere del mio vecchio blog, avevo voglia di pubblicare qui qualche parola di quel passato recente.
Ma la realtà è che ogni cosa scritta in quei momenti ha quel posto preciso, non avrebbe senso cercare di portare quelle emozioni in un altro posto, in un altro tempo. Ed è così amaro, rendersi conto che il passato non torna, e che si va avanti, e non sempre le cose vanno meglio, che ora sì, sto bene, ma prima, anche solo un anno fa, c'era una dolcezza nell'aria, una dolce inconsapevolezza, data dalla speranza del futuro, che ancora era da costruire. Rileggo quelle pagine, e mi riscopro.
Ricomincio a sentire le stesse emozioni di quel tempo.
C'era nuova musica, la scoperta di nuovi stili, nuove armonie. C'era Tori, c'erano i Nine Inch Nails, c'era Virginio, c'era la nuova L'Aura, Patti Smith, Janis, i Radiohead, i Rumorerosa, Bjork... C'erano nuove persone, ancora sconosciute, da scoprire, ma che sembrava potessero assomigliare a me. Era così bello credere di avere gemelli da scoprire. In realtà, credo, di gemelli non ne troverò mai. Forse, bastano i quattro del segno e dell'ascendente. C'era la mia voglia di cambiare, di migliorare, gli esami da superare, le prove da affrontare, e un senso di sorpresa nell'affrontare ogni cosa che si nascondeva oltre il mattino. C'era l'illusione di poter provare quelle emozioni semplicemente, puramente. In quei giorni credevo di stare per affrontare la mia nuova vita con qualcuno che ne sapeva quanto me, e con cui sarei potuto crescere, di pari passo. Quei sorrisi indulgenti mostravano timida paura, ma ero solo io a figurarmi ciò che avrei voluto che fosse stato. C'era l'attesa dell'estate, della fine della fatica. Nelle mie parole c'era la bellezza infantile di chi ancora non sa com'è il mondo. Ero inconsapevole dell'amarezza che si può provare qui su questa Terra, sotto queste nuvole.

Ora, invece so cosa c'è qui fuori. E ancora non conosco tutto. Ho assaggiato solo una parte del mondo. E chissà quanta terra c'è ancora da sputare prima di poter dire di essere felice, come ero prima. Prima, inconsapevole e pieno di speranza, pieno di sogni, che credevo realizzabili. Ora, deluso da molti e molte cose, molti sogni infranti, amareggiato.
La speranza è un po' più difficile da tirar fuori, ma c'è. La speranza di poter superare tutto questo, e di poter andare avanti e trovare la felicità, anche nella consapevolezza del male.



Le immagini sono prese da alcuni interventi di quel caro vecchio blog, il video è una delle nuove musiche che ascoltavo ("Spark" di Tori Amos, dall'album "From the Choirgirl Hotel" che è uno degli album più belli che abbia mai ascoltato).

giovedì 8 maggio 2008

Così parlò Demian

Ci sono ricordi, speranze.
"Alma Guerreira" Dulce Pontes
Immaginavo, semplicemente non sapevo nulla.
Credevo di sapere.
Sbagliavo.


Ho cominciato a credere nella perfezione. Chissà, forse esiste, forse no.
Ma ho colto gli insegnamenti di Nietsche e di Hesse: "la perfezione è dentro di te", diceva Demian, "Volevo solo cercare di vivere ciò che spontaneamente veniva da me. Perché fu tanto difficile?", si chiedeva Emil; "sia di nuovo stabilito da voi il valore di tutte le cose", "...quando siete volenti di una sola volontà e tale svolta culminante d'ogni fatalità si chiama necessità: là è la scaturigine della vostra virtù" , così parlò Zarathustra.



Ora.
Io sto cercando la Mia perfezione, dentro di me. Sto cercando il mio punto di vista. Sto comparando le mie azioni al mio punto di riferimento: il Bene. (E' relativo o no?).
Potete essere d'accordo con le soluzioni a cui sono arrivato, potete non esserlo.
Ci sono alcune cose di cui io sono convinto, però.
La violenza, il tradimento, le bugie, la stupidità gratuita, l'autocommiserazione protratta, la debolezza ingiustificata, il bigottismo, l'intolleranza...
Anche io sono peccatore di questi peccati a volte, ma ne sono consapevole, e voglio migliorare, perchè il mio Bene non è fatto di questo.
E tutto ciò che faccio nella mia vita è filtrato attraverso uno specchio che riflette nel futuro. Il caro Friedrich parlava di Eterno Ritorno: "Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: -Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione?-...".
Io sceglierei di vivere ogni momento senza darmi la possibilità di sbagliare. Non vorrei dover rivivere infinite volte il dolore, il rimorso, la colpa.
Come ricorderò ciò che sto facendo?
Saranno bei ricordi? Potrò essere fiero di come il mio tempo sta passando? Ricorderò con piacere le persone che mi sono vicine? Sto costruendo qualcosa?
C'è un po' di paranoia in tutto questo.
E nella mia sicurezza c'è anche un po' di intransigenza. Sto cercando di migliorare.
Invece che bandire dovrei spiegare, confrontare.
E lo faccio, ma a un certo punto non riesco ad andare av
anti, quando le persone che mi sono davanti sono incostanti, incapaci di aprirsi al confronto, o incapaci di ragionare, capire, o incapaci di seguire la propria volontà. La propria, non la mia.

"quando siete volenti di una sola volontà e tale svolta culminante d'ogni fatalità si chiama necessità: là è la scaturigine della vostra virtù"


E se capiamo che il Bene è lo stesso, per me e per te, se tu non riesci a conformarti a quel Bene, che è anche il Tuo Bene, allora la colpa è solo tua. E ti sta davanti agli occhi, la tua debolezza. Fai i conti con la tua vigliaccheria. Seguire una direzione precisa, quella giusta (e giusta per te) è faticoso è difficile, comporta molte rinunce, una volontà che supera l'istinto.
E' quello che mi ha insegnato Wilhelm, e quello che ho letto da Hermann, e hanno ragione.
La perfezione forse non è raggiungibile, ma è come l'orizzonte. Non lo toccheremo mai, ma cammineremo cercando di raggiungerlo. Ed è proprio a questo che serve l'utopia: a camminare. Non devo mettermi paura, se il cammino è lungo.
Io sto camminando, sperando che prima o poi arriverò alla fine.

venerdì 2 maggio 2008

Urliamo Basta?

Non ho molto tempo...Ieri sono stato al concerto del primo maggio, a Roma.
C'era L'Aura. Ha concluso lei il concerto, con "Basta!". La giusta canzone. Basta alla violenza, basta all'ingiustizia, basta all'ignoranza. Quando finirà tutto questo?
Un primo maggio in mano alla destra.
Che razza di popolo siamo?
Dove sono i lavoratori?
Chi crede che sono loro a poterci aiutare?
Chi crede che è la violenza a far andare avanti le idee?
Non dobbiamo avere paura.
Dobbiamo combattere. Smettere di avere paura e lottare a testa alta, a voce spiegata.
Siete pronti?

Quanti di voi il 25 aprile hanno pensato a chi ha lottato per renderci liberi? Chi ha pensato che prima di Quel 25 aprile in Italia non era possibile esprimere la propria opinione? Che per venir picchiati bastava avere una nazionalità diversa, gusti diversi, opinioni diverse? Ci pensate?
E il primo maggio, oltre a fare le scampagnate e andare ai concerti, abbiamo pensato a chi fa andare avanti il paese, con il sudore, la fatica, gli stenti? Abbiamo pensato a chi è morto per la non sicurezza sui posti di lavoro? Abbiamo pensato a chi lavora e non ha soldi lo stesso? E a chi ha soldi e non lavora? E a chi li ruba? E a chi ci prende in giro? Ai precari? Alle precarie che sposano i ricchi (madonna l'ignoranza)?
E quando siete andati a votare, avete pensato che in quelle liste c'erano dei fascisti dichiarati? E sapete cos'è il fascismo, e cosa comporta? Sapete chi sono le persone che avete votato? Vi siete informati prima di farlo? Non avete pensato al pericolo verso il quale stiamo andando incontro?
Per fortuna qualcuno che ci pensa c'è. Ma tanti altri ancora. Dobbiamo reagire! Dobbiamo urlare! Dobbiamo parlare!



Dobbiamo riflettere.
Dobbiamo reagire.
Non c'è nessuno che ci restituirà gratis il nostro paese.
Siete pronti a urlare Basta!? (ma non solo a fare quello).