mercoledì 30 aprile 2008

Orfeo 3

...la fine della storia raccontata da Carmen:

"Orfeo colto dal dubbio che Euridice non fosse dietro di lui a seguirlo, si volta, decretandone per la seconda volta e per sempre la morte. Orfeo torna nel mondo dei vivi sconsolato e solo...


E...Come dire... Non mi è mai piaciuto questo finale...
...ho deciso di riscriverlo io"



Orfeo non si volta. Euridice torna alla vita.
Euridice cresce.
Si ameranno sempre.
Saranno sempre vicini.

martedì 29 aprile 2008

Orfeo 2

Orfeo e Euridice, eterni amanti.
Non avrebbero mai immaginato che qualcosa avrebbe potuto farli allontanare.
Euridice non aveva molta autonomia, allora. Aveva bisogno di qualcuno che guidasse i suoi passi.
Un giorno si ritrovò a correre nei prati, nessuno vicino. Non era in grado di prevedere le conseguenze, e anche la fortuna le voltava le spalle. Non c'era nessuno. Se non un serpente, che la morse.

Orfeo non poteva immaginare di essere rimasto solo sulla terra.
Amava così tanto Euridice, che si sentiva perso, nemmeno la sua musica lo aiutava come prima faceva. Cantò così amaramente, da destare tutte le ninfe e gli dei, che gli consigliarono di provare a scendere negli Inferi, per strappare dal buio Euridice.
Prese il coraggio, che troppe volte aveva nascosto dietro la sua lira, e cominciò a scendere, suonando. Si trovò di fronte a Cerbero, e cantando lo addormentò, superò a nuoto i fiumi infernali, e pianse, osservando i dolori delle anime che vagavano per gli spazi tetri degli Inferi.
Finalmente arrivò al cospetto di Ade, e della sua consorte. Cantò le sue canzoni più belle (ce n'era una che diceva: "non smettere di ridere...è il modo per raggiungermi..."), con la sua bella voce, accompagnandosi con la sua lira argentata, e la bella Persefone, commossa dal suo bel canto, convinse Ade a concedergli un tentativo: Orfeo avrebbe potuto riportare Euridice alla vita, a patto che durante la risalita non si fosse mai girato per controllare che lo seguisse.
Euridice arrivò, e gli prese la mano. Lui non la guardò.
Cominciarono a salire, Orfeo stanco e impaurito, Euridice non capiva cosa stava succedendo, non sapeva del patto fra il suo amato e Ade. Ogni tanto urlava contro Orfeo, credendo di averlo perso. Perché mai non si girava? Lo insultava, cercava di lasciare la mano.
Orfeo continuava imperterrito la risalita, sempre più stanco.
Ad un tratto una luce. Un piccolo spiraglio di luce.
Stavano per uscire.
Euridice continuava a voler lasciar andare Orfeo.
Orfeo era sempre più stanco.

lunedì 21 aprile 2008

L'Ottocento Italiano

Ieri sono stato alla mostra sull'800 italiano "da Canova al Quarto Stato" alle Scuderie del Quirinale. Mi avevano detto che non era niente di speciale.
Si sbagliavano.
Credo che l'ottocento sia uno dei periodi più belli della nostra storia. Uomini con radici nel passato e testa nel futuro, tanto tradizionalisti quanto innovatori. Un bilanciamento equilibrato, perfetto.
Che sia Canova, capace di superare i classici, partendo dai loro insegnamenti, Foscolo, un classicista dall'animo ribelle, o lo stesso Hayez. Artisti, persone, con la capacità di guardare avanti mantenendo il bene che già si è raggiunto. Non ancorati al passato, non spregiudicatamente affamati di futuro.


Adriano Cecioni, "La Madre"
Sfido qualcuno a passarci davanti e non farsi riempire il cuore e nascere un sorriso sulle labbra dal suo sorriso.

Aristide Sartorio, "Sirena"
Quei capelli sciolti nell'acqua, l'estrema leggerezza dei corpi sorretti dal mare. E quei teschi, nascosti dai flutti, Il dolore nascosto dietro l'estrema bellezza.


Gaetano Previati, "La Danza delle Ore"
Vi giuro che visto così non rende. Quelle forme celestiali, piene di una luce che ha qualcosa di sovrannaturale. Non posso credere che solo dei colori e dei pennelli possano dar vita a tutto questo.

Gaetano Previati, "Maternità"
Lei, la madre, dolcemente avvolta nei suoi abiti morbidi, appoggiata all'unico sostegno che ha, fusa con la natura che ha intorno. Non è sola. Ci sono le ali a proteggerla. E gli angeli attaccati alle ali. E le ali non finiscono, ma entrano nell'erba, si fondono con la terra. Sono tanto volte verso il cielo quanto consapevoli della terra. C'è la dolcezza di una vita da salvare, un amore verso una creatura che dobbiamo proteggere. Che sia il figlio, che sia la madre, che sia ogni singolo angelo, l'Angelo.


Francesco Hayez, "Il Consiglio alla Vendetta"
Non credo di dover aggiungere niente.

Se siete di Roma o capitate da queste parti (fino al 10 giugno) vi conviene fare un salto.
:-)

giovedì 17 aprile 2008

Just Fucked Up (don't want to swear anymore)


Toccare il fondo per risorgere?
Non ho mai urlato così forte.
Non ho mai avuto tanta rabbia dentro.
E perché?
Stupidi infantilismi congeniti.
Eliminare il problema alla radice.
Operazione chirurgica.
Cambiare, migliorare, se non si è vigliacchi.
Reagire, scegliere, diventare grande, preconfigurarsi gli effetti delle nostre azioni.
Resistere al sonno.
Resistere al sesso.
Resistere all'istinto.
Resistere alla voglia di trasgredire.
Resistere alla voglia di essere maltrattati, per compiangerci.
Resistere all'orgoglio, alla presunzione.
Così difficile permettere alla nostra mente di regolare l'Es?
Non è repressione, non è un imposizione.
E' cambiare per essere migliori.
E limitarsi per poter avere più colori.
Più colori negli occhi, più colori nel cuore.
Il grigio istinto dannoso della carne inutile, non lo tenere per me.
Prendere in giro e tradire.
Non una volta. Non due.
Ancora di più. Ancora noi due.
Ho urlato e le onde sonore non hanno distrutto la cenere della notte passata.
L'ho inghiottita nello stomaco per non sporcare troppo l'aria da volare.
Non vedo l'ora di vomitare.
Non ce la faccio più.
Quando si deciderà a crescere davvero?
Mi sono rotto il cazzo di essere ottimista e comprensivo
...So now I’m alone dreaming night and day, so now I’m alone with no more to say...
...What a waste of my time in trying to forget about all those liars!
You can bet all your friends are lying, even to your face!...

mercoledì 9 aprile 2008

I wish I was special






















When you were here before couldn't look you in the eye
you're just like an angel your skin makes me cry
you float like a feather in a beautiful world
and I wish I was special you're so fuckin' special

But I'm a creep, I'm a weirdo.
What the hell am I doing here?
I dont belong here.

I dont care if it hurts, I want to have control, I want a perfect body,
I want a perfect soul
I want you to notice when I'm not around
You're so fuckin' special. I wish I was special.



And if I'm a creep then you'd rather get away from me

lunedì 7 aprile 2008

Parmi les Oiseaux Sauvages

E invece no.
La dimora sta lì.
Le ali ci sono.
Se voglio posso essere diverso.
Se vogliamo possiamo essere diversi.
Tutti. Nessuno escluso.
Certe ferite non potranno rimarginarsi facilmente, ma lo faranno, prima o poi.
Non posso cancellare nulla.
Tutto ciò che si è detto.
Ovviamente anche ciò che si è fatto.
Ma il tempo dimostrerà che non mi sbagliavo.
Possiamo essere diversi.

domenica 6 aprile 2008

dashed


Avrei dovuto non sentirmi più solo.
Avrei dovuto poter dar fede al mio sogno, e al suo.
Ma le parole stanno per finire, e il Sole là fuori, non è più così splendente. E' primavera fuori, ma nel cuore è inverno. E questa banalità non è che il frutto di un decadimento dal mio essere autonomo, così com'ero, così come mi andavo bene.
Avevamo concentrato ogni sforzo e ogni tensione in quell'unione che credevamo differente. Eravamo davvero diversi? Siamo davvero migliori?
Ora non posso far altro che rendermi conto di far parte di quel mondo che non mi piaceva affatto. Sono una persona comune, che prova dolore. Una persona comune, sola.
E mi diceva mia nonna: "non fidarti degli amici!". Non aveva ragione? Io dicevo di no. I miei amici erano diversi. E ora, cos'ho tra le mani? Me stesso, la mia musica, le mie pagine scritte, con sopra ricordi che ormai non conservano niente di quel bello che c'era, se non con degli sforzi troppo forti di memoria. Ora ho solo una voglia di starmene chiuso qui, a guardare da lontano la luce della Primavera, che prosegue insieme al tempo, che va avanti...avanti...fino a quando non ci sarà più quella luce, e l'ombra dell'inverno mi costringerà a rimanere dentro casa, con qualche coperta addosso, cercando un po' di riparo in quel calore fittizio.
E se la mente cerca riparo nel ricordo, non c'è nulla che possa impedire al dolore di riaffiorare. Forse basterà il tempo per cancellare la delusione, o forse sono davvero una persona normale, e non eravamo diversi, nessuno di noi. Né te, né lei, né l'altra, né lui, o gli altri. Tanto meno io.
Questo film non è altro che la solita storia.
Non c'è niente di originale in me, e in noi.
Siamo tutti umani, le stesse passioni, le stesse gioie, gli stessi dolori.
E sono deluso, perché credevo che qualcuno potesse essere diverso, e io ho provato. Ma anche tu sei come gli altri, anche io sono diventato così.
E ho mal di pancia, vorrei smettere di pensare. Mi sento solo, come da tanto non mi succedeva.
Forse è meglio che smetta di scrivere.
















E ora?