venerdì 21 dicembre 2007

Una stufetta accanto (niente luci intermittenti a casa mia)



Una scelta, semplice. Decidere, senza ripercussioni. Non ci sono ripercussioni. Nessuno se la prende. Non si fa niente di male. E' pura utopia, quando le persone guardano solo in una direzione.

E io ascolto, le parole, da due fuochi opposti. Io, al centro di questa ellisse che si stringe sempre di più intorno al mio collo.

E' natale.
Oggi avevo deciso di fare un po' d'ordine, intorno a me. Dopo aver messo a posto, avevo deciso, avrei impacchettato i regali (pochi e piccoli) che ho comprato, per sentirmi un po' di più in questa atmosfera natalizia, che quest'anno stenta a penetrarmi. Ogni anno aspetto questo periodo fremendo. Tutte quelle luci colorate, tutti quei sorrisi sui visi delle persone, che, lo so, forse non sono reali, ma vedendoli, sorrido anch'io.
Quest'anno, invece, il natale è un po' lontano. Non mi è entrato dentro. Non ho nemmeno fatto l'albero. Eppure, quelle lucette colorate che si accendevano a intermittenza mi mancano. Tornare a casa, e farsi accogliere da quel calore elettrico. Mi manca un po' (Credo che domani le attaccherò da qualche parte, anche senza albero).
Ogni anno, è sempre più lontana quella sensazione. Divento grande, e non mi piace. Diventare grande vuol dire per forza disilludersi? Diventare grande vuol dire pietrificarsi? Diventare grande significa odiare? Essere egoisti, e non accorgersi di quello che fanno gli altri per noi? Trasformare gli sguardi e i sorrisi in veleno? A me non va bene.
Non voglio diventare grande, se vuol dire tutto questo.
Ma guardo intorno a me. Tutti stanno diventando grandi. Ci sono pochi occhi che conservano la luce intatta dell'infanzia. Tutti gli altri hanno conosciuto le emozioni che danneggiano quella purezza.
E io? Sbaglio nel cercare di rimanere così? A volte, non ci riesco. Vuol dire che gli sforzi sono vani?
Cosa c'è di sbagliato?
Odio l'ipocrisia. Odio le vie facili, le discese. Si finisce per schiantarsi per la troppa sicurezza della velocità. Cerchiamo di guardarci dentro. Non è giusto prendersela con frivolezza contro quelli che sembrano più deboli. E non bisogna sottovalutare le risorse di chi non è cresciuto in questo stesso modo. E tutto ciò comporta l'uso di due visi opposti, nella stessa faccia. Uno succube della paura, l'altro impavidamente avvolto in un teatro di carta. Qual'è quello vero? Io, so solo che è proprio lì che sta la debolezza. Quindi, io avrò un solo viso. Sempre.

E' natale. Non ci sono le luci intermittenti a casa mia. Sono solo, stasera. C'è una stufetta accanto a me che mi scalda la gamba destra. Non sento per niente il calore che emana, non sento il calore del natale.
E quei regali che ho impacchettato poco fa, non so se siano così importanti. Non so se consegnarli mi darà la stessa gioia, quest'anno. E l'attesa non è così affascinante. Quest'anno, l'attesa non è fatta di curiosità, atteso stupore, eccitazione. Ci sono solo pensieri pesanti, inutili. Perché, in fondo, non serve a nulla, tutte queste equazioni. Io decido, senza rimandare, senza ascoltare. Non mi piace dover obbedire alle ipocrisie a comando. Io decido, perché so quello che io voglio, stabilmente. Non mi va di stare a quelle saltuarie richieste che mi vengono imposte. Mi dispiace. Io esisto ogni attimo, e non tutti i miei attimi sono ricordati, non tutti i miei attimi sono liberi per chi chiede. Soprattutto per chi pretende, senza rendersi conto che non ha dato niente.

Ma ora basta. Non posso rovinarmi la fine di questo anno così bello. Sono cambiato, cresciuto (non diventato grande, ma cresciuto), ho amato, pianto, sorriso. Voglio iniziare il nuovo anno con questi bei ricordi, sperando che di felicità ce ne possa essere ancora tanta, e che si possa aggiungere a questa.


E' Natale. Cercherò di renderlo tale. Ci saranno convenzioni e ipocrisie, nelle feste. Ma in questi giorni, potrei credere che il mondo è veramente così, potrei immaginare un tempo in cui tutti sorridono così. Mi piacerebbe davvero un mondo così.
E ci provo. Proverò a trovare fra tutti questi sorrisi quelli veri, quelli che permangono, anche una volta finito il rosso e freddo periodo di tregua che il natale comporta. Cercherò i sorrisi nascosti, quelli più difficili da vedere. E donerò i miei regali col sorriso sul viso. E, giuro, il mio sorriso non sarà ipocrita. Non sono diventato grande abbastanza per questo.
Buon Natale (con la N maiuscola) a tutti.
E sorrisi in abbondanza (non ipocriti, mi raccomando) che, si sa, sono gratis, e sono il regalo più bello, perché, lo dicono tutti, è il pensiero quello che conta.

5 commenti:

Stranger ha detto...

Passavo di qui... cercavo il testo di rainbow e così mi sono ritrovato nel tuo blog..
Ti faccio i miei migliori auguri di Natale, sperando che questo ti riservi il più meraviglioso dei regali!
Se vuoi passare dal mio blog http://blog.libero.it/ascoltami

arianna ha detto...

ei, ti lascio il link del nuovo blog con il mio primo intervento blogspottiano http://zenzeroecannella-aryadne.blogspot.com
Auguroni..!!cmq,si, il sorriso è il regalo più bello che si potrebbe mai desiderare, salutoni!

Alzata con pugno ha detto...

mia madre dice che il natale si sente solo quando ci sono bambini per casa,...dovrò aspettare anchora qualche anno mi sa hehehe!
un abbraccio, e un sorriso ;)

Liquida ha detto...

Ha ragione Alzata con pugno. Il Natale è dei bambini. E noi non possiamo far altro che ammirarli, come ho fatto io questa sera.

Un sorriso per te :)

Veronica

Demian ha detto...

@stranger: grazie per la visita...
Ricambierò ;)
Intanto, ricambio gli auguri.
Un abbraccio.

@arianna: Finalmente il nuovo blog! Era tanto che aspettavo :)
Tanti auguri anche a te, e tanti sorrisi.

@alzata con pugno: macchè il natale si sente sempre!
un sorriso anche a te. :)

@liquida: Il natale è di tutti!!!
Certo, dovremmo imparare dai bambini a viverlo un po' meglio, ma non è detto che non possiamo goderne anche noi.
ancora, un sorriso anche a te. :)