domenica 11 novembre 2007

...tomorrow


Lo so, Avril è una cretina, e ultimamente certe cose se le poteva risparmiare, evitando di comportarsi come tutte le altre, cadendo nello squallido pop da ragazzini, più di quanto non ci si trovasse prima.
Lo so.
Ma ho mal di pancia.
Quando mi capita di ascoltarla, ogni tanto, dopo tanto tempo, lo stomaco non può far altro che contrarsi. Cazzo. Poche persone hanno una voce così penetrante. E forse non sarà pulita, o sicura, e magari dal vivo non riuscirà a raggiungere quelle note, lo so. Ma non posso fare a meno di ricordare il passato, quando c'è lei, sforzare un sorriso sul viso, mentre nella testa, e nella pancia, si susseguono momenti teneramente racchiusi nel ricordo di quel ragazzo che ero tempo fa, e che ora, forse fortunatamente, non sono più. Ma è bello ricordare l'ingenuità, e la tristezza effimera di qualche estate passata con le cuffie nelle orecchie, e lo sguardo verso settembre, sperando che la mia vita sarebbe potuta cambiare. Non posso fare a meno di fermarmi un attimo ad ascoltare, e rendermi conto di quanto sia successo, negli ultimi anni, da quando l'ho conosciuta, da quando l'ho lasciata. L'ho abbandonata, tempo fa. Ma ogni tanto non posso fare a meno di ricordare. E non ricordo solo io.
Oggi, casualmente, parlando. Ricordi, e rimorsi, e lei.
E questa canzone non è per me. Bella, si. Ma non è mia. Eppure prima, ascoltavo, e gli occhi sono diventati umidi. ...Tomorrow it may change... Domani cambierà. Ma, sai?, già oggi, è domani. E' già cambiato. E ho cercato di cambiare sempre migliorando, bevendo l'acqua salata che scendeva dagli occhi. Ho pianto, per il tempo passato, e ho mal di pancia, ogni volta che penso a quello che ho perso, a quello che non ho fatto, a ciò che ho rifiutato, agli sguardi affumicati, le parole non dette per la vergogna e il contegno, per la paura di mostrarsi sbagliati, soprattutto di fronte alla coerenza della solidità delle cose. Io, per me, non ho pianto spesso. Ma è successo, a volte.
E non riesco a credere di non poter far niente. Quelle lacrime sono state versate, quei sorrisi già strappati. Non posso far niente, ormai, per quello. Ciò che è successo, rimarrà tale. Ma io, posso cambiare ora, e lo faccio. Ritrovarmi schiantato contro quei dolori mi fa male, decisamente. Ho contusioni dappertutto. Ma mi da forza. Non voglio che si ripetano. E non succederà. Prometto. Me lo prometto.







(In fondo le ali sulle schiene dell'umanità aristofanea saranno sempre due, per ogni corpo, qualunque sia la sua reale natura, qualunque strada decideranno di percorrere le sue quattro gambe. Avrà sempre due ali, che voleranno insieme, perché una sola ala, non riesce a volare.)

3 commenti:

Liquida ha detto...

Ho sempre pensato che questo sarebbe dovuto rimanere un segreto da ricacciare nella pancia (un pò come ammettere che si ascoltavano le Ragazze Speziate, i Ragazzi Ita(g)liani o i Becstrit bois, per intenderci) ma, visto che è stata presa in causa, lo confesso: ho quel ciddì da cui è tratta Tomorrow, e molte ma molte canzoni sono legate a vari momenti della mia adolescenza che ora, sebbene sembrino lontani anni luce, sono pronti lì, dietro l'angolo, a rispuntare fuori con una semplice melodia.

Sei un ragazzo molto profondo.

Veronica - Liquidina

Demian ha detto...

Ebbene, le ragazze speziate hanno affetto anche me. (per fortuna solo loro...i becstrit e gli itagliani li lascio a te..;))

Ps:grazie.
un abbraccio.

demian. ha detto...

Tutti abbiamo una Avril nascosta che ci ha dato qualcosa.. Per esempio io quando ascolto "Things I'll Never Say" inizio a sorridere come un deficiente pensando ai bei tempi andati.. ;)

ah..

tomorrow, tomorrow
Is a different day

;)