martedì 6 novembre 2007

Le parole non ci sono più

Credevo che la psicolabilità fosse una mia caratteristica, ma vedo che in fondo affligge gran parte della popolazione umana. Basta osservare uno sguardo, delle mani appoggiate su una fronte, o leggere qualche parola. Ora non si ascoltano più le parole, ahimè, si leggono soltanto, ed è difficile comprendere veramente ciò che intende colui che scrive, se non ci è stato mai concesso entrare nella sua testa. Come posso io decifrare le parole nascoste dalle maschere? Non sono mai stato molto bravo nel decifrare i miei pensieri, e per scrivere qualche parola faccio fatica, arranco nell'inchiostro gettato dalla mia stessa penna.
Posso provare a immaginare, quindi, leggendo le parole altrui, criptate. Ma l'interpretazione può essere giusta per me, solo per me, per nessun altro. E non mi si può biasimare, se non riesco a capire. E se non capisco non so cosa fare.
Si fanno critiche, si alza la voce, si esprimono opinioni. Ma dove sono le prove? Dov'è la verità? Ho sempre odiato parlare senza cognizione di causa, e a volte l'ho fatto lo stesso, me ne rendo conto. Ma quando ciò viene fatto con me, io non riesco a sopportare, questa volta. E' importante per me, ed è importante per me chi parla. Ma non sembra che se ne siano resi conto, per quanto io abbia provato. Ho camminato molto verso quella direzione, ma non ho visto passi, dall'altra parte.
Quante volte ho chiesto di parlare?
Mai ho ricevuto risposta. Solo frecce avvelenate scagliate da archi mal tenuti in mano. Solo lacrime secche e giramenti di testa, ogni tanto un sorriso, magari falso, e poche parole, contraddittorie. E non capisco, da tutto questo, cosa si pensa. Cosa c'è veramente sotto.
E non potendo far altro che rimanere immobile, resto qui, e mi guardo intorno. Ma la mia mente continuerà a volare, mentre il corpo sta fermo, questo è certo. Non avrei queste ali condivise altrimenti.

E come sempre, Alanis sembra scriva per quello che succede. Questa, è per te.


...If we were our culture,if we were our leaders,if we were our denials,I'd be joining you...
...If we were our nametags, if we were our rejections, if we were our outcomes, I'd be joining you...
...If we were our emotions I'd be joining you...
...We need a reflection,we need a really good memory.
Feel free to call me a little more often.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

nn so se è stato scaturito da ciò che ho scritto... nel caso fosse così, nn preoccuparti, nn è per te, ne per qualcun'altro... anzi, è vecchissimo... :)
"Laura"

Petite Kiki ha detto...

Incredibile. Giungo da te e cosa trovo? "Lacrime secche" anche qui. Le parole cadono disarmate. Cadono perchè è vero che è sempre più difficile incontrare orecchie attente ai nostri suoni, assordanti o silenziosi che siano.
Non so se augurarti che quelle lacrime secche diventino liquide, per lavarti il viso o che gli occhi le ricaccino dentro, con forza, fin dentro le ossa. Davvero non so.
Quel che so è che c'è bisogno di serenità spirituale.

In rete, per qualche magia virtuale, ci si trova e ci si insegue e si condivide quell'"idem sentire" a volte fatto anche di "lacrime secche".

Un abbraccio a te caroD.

PetiteK.