giovedì 22 novembre 2007

come un uomo ha bisogno dei polmoni


Non lo so che mi succede certe volte.
Stasera ero qui, e sentivo un amico di mia madre, che suonava, il mio pianoforte. E così, mi cullavo tra le sue note, con lo sguardo perso su una delle figure di Paperino sui muri della camera. Qualche volta lo sguardo si spostava sui tasti del pianoforte. Pensavo.
Ho paura. Ho tanta paura del futuro. Ho paura di uscire di casa, e allontanarmi dalle mie sicurezze, che sono qui dentro, sul mio letto, sulla mia scrivania, nella mia doccia, sui tasti bianchi e neri, nel caldo della mia coperta verde e blu. Ho paura. Tutto il mondo lontano da qui mi sembra freddo, e pungente.
E ho paura, questa sera, mentre penso al futuro, mentre penso che domani dovrò alzarmi un po' presto, e andare a Roma, e rimanere lì fino alla sera, tornare per pochi minuti a casa, fare una doccia, ed entrare subito nel letto, in attesa della sveglia, che mi chiamerà, la mattina dopo, per dirmi che è arrivato ancora il momento di andare via da qui, e affrontare altre ore lontano dal mio mondo. Perché il mio mondo non è quello. Il mio mondo è la mia voce, accompagnata dal mio pianoforte, o dalla chitarra. Il mio mondo è l'inchiostro sul mio diario, gli spartiti appoggiati sul pianoforte, qualche CD, qualche sogno, e molte speranze.
Non appartengo a quella società fatta di ferro e anidride carbonica. Il mio cielo non è bucato, le mie nuvole non sono grigie.
Io, stasera, ho paura. Ho paura del futuro. Ho paura di non fare in tempo a completare ciò che ho iniziato, a raggiungere ciò che sogno, ciò che sono.
Stasera ho paura. Perché al di là delle parole, ora sono solo. E il pensare che qualcuno mi sta pensando, forse, è una magra consolazione. Perché è così? Perché è così importante per me? Potrei affrontare tutto, se solo non fossi solo, come ora. Perché non può essere così facile?
Vorrei sentirti dire che non sarà sempre così difficile, vorrei sentirti dire "ci sarò sempre!". Ma tu, ora, non ci sei.
L'unica compagna, stasera, è la paura, e questa stretta allo stomaco che va sempre con lei. Ho paura. Il cuore ha smesso di battere, e la testa corre un po' troppo.
Forse sarà la stanchezza. Forse ho sonno. Gli ultimi giorni mi stanno distruggendo.
Sarà la stanchezza, ma ho paura. E non vedo molte soluzioni. Perché se c'è un giorno in cui posso esserti vicino, il tempo che scorre non fa che disciogliere quelle poche ore fra le ventate malsane dei gas di scarico delle automobili.
E in fondo lo so che ci sei, accanto a me, qui, sul letto, e mi guardi. Sento persino la tua voce, che mi dice di sorridere. Ma non è così facile a volte. E i sogni per ora sono solo sogni.
Vorrei sentirti dire "sempre", ora. Dimmelo, ti prego. Non so che mi è preso. Non riesco, stasera. E vorrei davvero stringere, forte, e sentire che c'è qualcuno. Sentire le mie ali, frusciare contro altre piume.
Stasera abbiamo parlato anche di angeli. E mentre loro parlavano, io pensavo: io ho trovato le ali che si accompagnano alle mie, e saprò sempre che esistono. Mi sarà sempre accanto. Volerà con me, sempre, anche se ora non sento l'aria che di solito le sue ali muovono.
Stasera ho paura.
Ma domani, cercherò di sorridere un po' di più, perché tu me lo hai chiesto.

6 commenti:

Alzata con pugno ha detto...

smettila di aver paura, c'è tutto un mondo là fuori

Arianna ha detto...

Sensazione familiare.. ma al di là di questa paura, cè un futuro meraviglioso, perchè quel mondo che odiamo abbandonare, quel mondo di sogni, di notte, di qualche spartito disordinato, rimarrà per sempre la nostra più grande ricchezza.E' così bello saper volare nel mondo reale,Elisetta insegna, nn ci resta che sorriddere al sole,e sbattere le ali anche qui,..nn si è mai davvero soli.. ti auguro altrettanti milioni di voli, e le virate, in questo cielo nn finiranno mai.

Demian ha detto...

@alzata con pugno: in effetti posso sembrare un ipocondriaco. Ma la realtà è che scrivo quando sto male, di solito. Quindi questa paura non è una costante, come potrebbe sembrare. Hai ragione, c'è un mondo, e bisogna avere coraggio. Io, mi sforzo di tirarlo fuori.

@Arianna: si si! Un futuro meraviglioso...! Anche se a volta c'è un po' di paura, si continua a volare...Perché aver timore della felicità?

Liquida ha detto...

Compagna paura - Melissa Ciaramella

"In questo mio cammino sento tutto intorno a me, ma niente mi rapisce l'anima. E ascolto tutto quello che ala gente mormora, e si trascina verso un'idea...un'idea...un'idea.
Mangio queste briciole che poca energia mi danno per scoprire le mie carte dove poi nascondo tutte le paure che ci costruiamo dentro questa mente magica.

Rit - Credo che non perderò più del tempo, prendo con me la compagna paura.

Continuo questa corsa verso la semplicità, che in fondo questo mondo non mi da.
E seguo le emozioni che mi fanno vivere e non mi oppongo, e lascio che sia.
Cerco dentro le mie note tutta quella forza immensa, che mi porta dove non son stata mai.

Rit - (due volte).

[...E tu sognami
E credici,
Non nascondere
Che sei fragile
E amati per quello che sei
E non smettere di ridere...]

Un abbraccio.
Veronica

Demian ha detto...

@liquida: non riesco a trovare la canzone! Uff.
Comunque cercherò... :D
E poi certo che non smetto di ridere...Me lo dice L'Aura! ;)
Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

Sono Melissa Ciaramella

Desideravo ringraziarti per quello che trovo tra le tue pagine..
Il mio pezzo di vita tra le tue righe..un vero onore.
Un abbraccio

Melissa