mercoledì 3 ottobre 2007

something about when I'm going to burst out of my eyes

Lacrime.
Mi guardavo intorno, e vedevo ovunque persone piangere. "Come possono esserci tanti sentimenti così forti?", mi chiedevo. Non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che io, un ragazzo fuori dal normale, non riuscissi a sorridere abbastanza, o piangere, o gridare. Raramente una lacrima, raramente un sorriso, niente di più, per molti anni. "C'è qualcosa che ti blocca", sentivo dirmi. Forse c'era qualcosa che mi bloccava, o più che altro, non c'era niente che sapesse sbloccarmi.
Raramente una lacrima, raramente un sorriso.
Per il resto del tempo occhi grigi. Me lo diceva mia madre: "hai lo sguardo spento...sembra che guardi sempre oltre...non riesci a fissare le persone negli occhi, anche se le guardi negli occhi". Anche se guardavo le persone negli occhi, cercavo sempre troppo, cercavo sempre qualcosa di più, dietro la loro testa, alle loro spalle. Nella costante ricerca di quelle emozioni forti, io non facevo che pretendere un succo dolce da un frutto non ancora maturo, e scartare ciò che avevo sottomano.
Un giorno chiesi scusa per paura di fare qualcosa di sbagliato, e perchè avevo già fatto molte cose sbagliate, in passato. E piansi. E pianse anche lei.
Poi ho intrapreso una strada accidentata, senza nemmeno accorgermi di quello che facevo, delle persone che mi guardavano e urlavano ingiurie, avvertimenti, o parole confortanti. Non è servito a niente, purtroppo, non ho ascoltato nessuno, nemmeno il mio grillo-coscienza. Ho continuato a camminare, mentre la meta era sempre più vicina, e, una sera, si è appoggiata sulle mie labbra, dolcemente. E il giorno dopo mi sono reso conto di quello che era successo. Ed è scesa una lacrima dall'occhio destro. Ero felice.
Ma non mi bastava, forse. Sentivo che qualcosa non andava. Avevo bisogno di qualcosa di diverso, e mi sono ritrovato a fantasticare su altre felicità, che però in quel momento non mi appartenevano, e nemmeno ora. E ho scacciato quel sogno dalle mie labbra, dove si era posato tempo prima. E ho pianto per giorni. Ero triste. E in quei momenti ho capito, che le emozioni che tutti provano, che quelle lacrime che vedevo sugli occhi delle persone, ora appartenevano anche a me. E da lì in poi non ci sarebbe stato più scampo.
Ho pianto, per la scelta sbagliata, e ho cercato di rimediare, scegliendo quella felicità che era lì, davanti a me, e che era durata troppo poco, in cambio di quella sognata, forse inventata. Fortunatamente lei non mi aveva abbandonato, aveva deciso di aspettarmi, e di posarsi ancora sul mio viso, e io le ho permesso di farlo. Ed è ancora qui. Anzi, è cresciuta, divenuta sempre più grande.
E ancora una volta, lacrime. Ma lacrime di gioia.
La cosa più bella che può accaderti.
Lacrime che scivolano dentro la bocca, attraverso un sorriso.
Perchè non sono solo.
Ora capisco quello che provavano mentre piangevano, mentre sorridevano.
Mi piace piangere, mi fa sentire vivo.
Ma piangere e ridere insieme è qualcosa di più.
Sorridere e piangere, si può solo se sei felice davvero. Piangi e sorridi se ami ciò che hai fra le mani.
Piangi e sorridi se hai qualcosa di bello verso cui rivolgere la tua mente.
Piangi e ridi se non sei tanto male.
Piangi e ridi se il piacere soddisfa il dolore.
Piangi e ridi se sei qui, e vorresti essere lì.
Piangi e sorridi se ti accorgi che il tempo non è mai abbastanza per voi due.
Sorridi e piangi perchè, in fondo, sai che ci sarai sempre a fargli compagnia, anche se non come ora. Piangi e sorridi, perchè vorresti che rimanesse sempre lì vicino a te.

Io, piango, e sorrido.

4 commenti:

ARIANNA ha detto...

Piangere e sorridere.. Armonia dei contrari, anche in questo caso la filosofia lascia il suo segno.. Ebbene si, le lacrime nn sn altro che il respiro dei nostri pensieri di cristallo, siamo semplici umani, fragili e indifesi difronte agli ostacoli del nostro tempo.E allora nn ci rimane che sorridere, piangere, gridare, singhiozzare, questo è quello che sappiamo fare..E nn esisteranno più sguardi spenti ed evanescenti ma tutto comincerà a trasparire, ed ogni nostra lacrima nn sarà altro che il segreto svelato di quello che siamo e che saremo un giorno, forse semplicemente umani...
Concordo pienamente... a presto!

Alzata con pugno ha detto...

Quanto è vero, quanto è brutto rendersi conto di avere l'anima muta alle emozioni, mi succede sempre quando mi indurisco, mi faccio una corazza ad ogni incidente, ad ogni dolore, e ogni volta toglierla via è difficile, sempre più difficile.
Quento è vero che una persona che ti ama e che ami toglie via la corazza con un solo soffio, come se fosse polvere e non cemento, quanto è facile sentirsi bene e sentire tutto, proprio tutto...e sono lacrime e sorrisi.

Adynaton86 ha detto...

Le lacrime si sono rese protagoniste nei destini recenti di più persone. Nel tuo. E anche nel mio, proprio io che non so piangere mai, nemmeno quando lo desidero. Piangere e ridere insieme. Soddisfare il dolore col piacere. Mi stupisci: l'ho sempre creduta una cosa finta. Ma forse è colpa delle mie "barriere"...
un abbraccio larmoyant-flamboyant
Ady

Demian ha detto...

@ adynaton86: E' proprio quando lo si desidera, che non succede. O almeno così credo. Per mesi, anni, ho odiato la mia freddezza emotiva, e cercavo di strizzarmi fuori le gocce dagli occhi. Ma niente.
Ora, però mi rendo conto di quanto sia bello tutto questo, la semplicità con cui le guance si rigano di quell'acqua salata. E, ripeto, di nuovo, è ancora più bello quando si perdono in un sorriso. Lacrime di gioia.
Auguro anche a te di rigarti il sorriso di lacrime.
un abbraccio larmoyant-souriant ;o)