lunedì 24 settembre 2007

etichetta

[Ma noi siamo amici?]
A volte non ci possiamo etichettare. Per quanto lo vogliamo o ne abbiamo bisogno. Non c'è un nome per quello che c'è in questa pancia, la mia, e le vostre. Quindi non permettetevi di darmi un nome, non credete di avere il potere di marchiare la mia pelle con qualunque carattere voi scegliate. Non so nemmeno io come mi chiamo. Non permettetevi voi di scegliere per me.
Grazie.
Io stesso non voglio sapere il mio nome. Vivo in questi attimi che mi vengono concessi, vicino a te, a lei, a lui, all'altra, e a tutti quelli che si avvicinano, anche solo per qualche istante. Io vivo. Io, qualunque sia il mio nome, qualunque sia la mia etichetta.
E ora sono vicino a te, e ti bacio. E sto bene quando posso guardarti negli occhi.

[Ma noi siamo amici?]
I ragazzi si lasciano. E io voglio che tu resti. Anche dopo i pugni, e le urla, tra i fratelli tornano le carezze. Per questo le etichette non bastano a descriverci.

Amore è una parola banale. Forse la uso troppo facilmente, a volte, nella mia testa.
Con troppe persone. Sarà che ho un'idea di amore che va oltre gli stereotipi convenzionali. Amare, per me, è pensare di poter soffrire per la felicità dell'altro. E io ho detto "ti amo" a un fratello, l'ho pensato, pensando ad una amica, un amico, e non solo. E, forse, ancora non l'ho fatto abbastanza.
Spero di avere il tempo, e lo spazio, per amarti ancora.
Spero di avere il permesso di farlo, in futuro. Io non fuggirò. Anche se andrò via, sarò sempre nei dintorni, in volo, o appoggiato su una nuvola, a suonare un po' il pianoforte. E tu, qualche nembo più in là, con la tua chitarra, strimpellando le note di una canzone imparata da poco, ti accorgerai che, ancora una volta, la canzone che cantiamo è la stessa. E se non sarai tu a farlo, io volerò sulla tua stessa nuvola, e le nostre voci, i nostri strumenti, suoneranno insieme ancora. E le note che verrano, forse, saranno ancora più belle, consapevoli, noi, di quello che è stato, e di quello che ancora potrà essere.
Missing U.

3 commenti:

Prescia ha detto...

oh signur...
dimmi che non è vero...
io tempo fa ho scritto un post dal titolo "barrare la casella esatta please..."
nel mio secondo blog...(www.tellastory.wordpress.com)
racconto di un sentimento senza nome...senza storia...che non vuole nome...non vuole etichette...senza nome e senza storia...
me lo farò tatuare sto "senza nome e senza storia..."
siamo complicati vero???
complicatissimi che cavolo...
scusa il delirio...
ma come ti avevo preannunciato sul mio satellite...deliro spesso...
a prestissimo... ;)

Adynaton86 ha detto...

"Amare, per me, è pensare di poter soffrire per la felicità dell'altro" e con queste parole mi hai dischiuso un nuovo orizzonte. Le ho sempre avute in testa, come un ronzìo, e solo adesso che me le ritrovo qui, spiattellate, vere, scritte(e scripta manent, si sa)... solo adesso le ho capite veramente. Vorrei poterti ringraziare più di quanto non riesca a fare. Un abbraccio, Ady

Demian ha detto...

@prescia: complicati, si, e deliranti. come ti capisco! passerò da te per delirare ancora un po'.
:o)

@adynaton86: sono felice di esserti stato utile, non sai quanto. non c'è bisogno di grazie, le tue parole sono abbastanza. ricambio l'abbraccio.
a presto!